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SPECIALI
Piccioni portatori di malattie
( 12 September 2007 16:37:32 )

I PICCIONI: CONOSCIAMOLI MEGLIO.


 Negli ultimi decenni le popolazioni di colombi di città (Columba livia forma domestica) hanno raggiunto dimensioni massicce, innescando di conseguenza una serie di problematiche di vario genere legate a rischi di natura sanitaria, danni ai manufatti ed ai monumenti e, più in generale, problemi di convivenza con l’uomo. Il colombo di città ha avuto origine da soggetti sfuggiti al controllo dell’uomo ed appartenenti a forme domestiche di piccione selvatico (Columba livia) da lungo tempo allevate e sottoposte a selezione artificiale dagli allevatori.


Per questi motivi, la comunità scientifica e gli organi tecnici ufficiali come l’INFS (Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica) concordano nel ritenere il colombo di città come non appartenente alla fauna selvatica (tutelata dalla legge 157/92), ma a tutti gli effetti, animale “randagio”; di conseguenza, la competenza in materia di gestione di tali animali va individuata nell’Amministrazione Comunale competente per territorio, d’intesa con i Servizi Veterinari delle A.S.L. (cfr. nota INFS 6645/T-A18 del 28/11/1996).


 Questa tesi viene peraltro confermata da sentenze (Pretore Cremona n. 83/88) e da altre indicazioni fornite da amministrazioni pubbliche (es. Commissario Straordinario di Gorizia, verbale delle deliberazioni del 13/05/94), per cui, negli ultimi anni, molti Comuni si stanno attivando con interventi ed operazioni di vario genere.


Un altro elemento che tradisce il trascorso domestico è l’elevata variabilità della colorazione del piumaggio, che si può osservare tra soggetti diversi.


Il peso è di 300-400 grammi, la dieta è prevalentemente vegetariana (cereali, granaglie, leguminose, germogli), ed un individuo necessita di 30 grammi di cibo secco e 60-90 grammi di acqua al giorno.


 Nei centri storici l’80% del cibo viene somministrato dalle persone, mentre la percentuale può scendere al 7% negli individui che abitano in periferia, in quanto si recano più spesso a nutrirsi nei campi circostanti.


Molto cibo a disposizione rende i colombi "pigri" e causa squilibri nella dieta, in quanto gran parte è povero (pane, pasta). 


Il comportamento è gregario. L'home-range individuale misura in media 1,64 ettari, e gli adulti hanno home-range più ampi rispetto ai giovani (2,24 vs. 1,04 ettari). 


Il tasso di scambio di individui tra piazze diverse è basso, a dispetto della loro vicinanza (275-775 m) e comunque correlato negativamente con la loro distanza (dati per Barcellona, Sol e Senar, 1995).


A seconda della situazione e delle condizioni ambientali locali, i gruppi possono essere stabili, con pochi scambi di individui tra gruppi limitrofi (Barcellona), oppure presentare alcuni visitatori regolari e altri occasionali (Montreal, Canada).


L’incubazione dura 17 giorni, ed i nidiacei vengono nutriti al nido per 21-35 giorni, dapprima con una sorta di "latte" prodotto nell’ingluvie dai genitori, poi con chicchi ammorbiditi.


La successiva emancipazione è rapida, poiché a 6 mesi un individuo ha già raggiunto la maturità sessuale. In condizioni di sovraffollamento aumentano le interazioni aggressive, e si verifica uno stress ed una bassa qualità della vita, che gioca un ruolo di regolazione densità-dipendente delle popolazioni. Il cibo è il fattore limitante delle popolazioni di colombo (Haag 1991, 1993). L'idoneità di un habitat declina all'aumentare della densità.


La vita media è di 2,4-2,9 anni, e la mortalità degli adulti è dell’11-34% e del 43% nei giovani.


PROBLEMI SANITARI CAUSATI DA PICCIONI E VOLATILI ·


I problemi sanitari che possono causare i piccioni non sono pochi ne' tantomeno da sottovalutare soprattutto perche' comportano per l'uomo il rischio di contrarre serie malattie, a volte anche dall'esito letale.


L'elenco che segue rende sicuramente l'idea dei danni provocati dai volatili.


ZECCHE dei piccioni (argas reflexus) :


piccoli acari di consistenza coriacea, lunghi da 0,5 a 1 cm., di colore scuro. Si diffondono nei luoghi affollati dai piccioni, quali i sottotetti e da qui all'interno delle abitazioni, in particolare tra le murature e gli stipiti dei serramenti o i battiscopa. Le zecche si nutrono del sangue e del sebo dei piccioni, ma anche di quello di altri volatili, animali e dell'uomo. La saliva prodotta dal parassita durante l'alimentazione provoca all'uomo dei fenomeni allergici che possono addirittura sfociare in uno shock anafilattico.


Il "rischio-zecche" aumenta considerevolmente per l'uomo quando si attuano improvvisi interventi di sfoltimento dei piccioni a seguito dei quali possono verificarsi massicce invasioni dei locali interni oppure quando vengono chiusi ermeticamente anfratti o locali colonizzati dai piccioni senza effettuare contemporaneamente la disinfestazione con insetticidi idonei. La migrazione di zecche verso l'uomo e' stata accertata persino a due anni di distanza dagli interventi di eliminazione dei volatili.


BORELIOSI o MALATTIA di LYME anch'essa veicolata dalle suddette zecche dei piccioni. In una bassa percentuale di casi (circa il 5%) puo' presentare prognosi pericolose comprendenti malattie neurologiche (come meningiti, polineuriti, meningo-encefaliti progressive), disturbi articolari, cardiaci e oculari.


BOTULISMO con esiti sovente mortali.


CRIPTOCOCCOSI infezione assai temibile in quanto si e' recentemente appurato che il lievito responsabile di questa malattia causa gravissime forme di meningite e meningoencefalite negli individui immunodepressi o colpiti da AIDS.


 La stretta relazione tra gli escrementi dei piccioni e la propagazione della criptococcosi e' oggi innegabile. Anche il gabbiano comune contribuisce a veicolare tale infezione, ampliando il rischio di diffusione tramite i suoi voli quotidiani di ampio raggio.


ORNITOSI provocata da un batterio del genere clamydia con conseguenze sull'uomo a carico dell'apparato respiratorio. C'e' chi sostiene che oltre il 10% di tutte le affezioni acute alle vie respiratorie nei centri urbani sarebbe imputabile al sovrannumero di piccioni in prossimita' delle abitazioni.


PSEUDOPESTE AVIARIA causa nei neonati di acute meningiti.


SALMONELLA TYPHIMURIUM che infierisce particolarmente sulle persone immunodepresse.


TOXOPLASMOSI decisamente minacciosa per i feti umani.


CLAMIDIOSI


La clamidiosi è una malattia sistemica e contagiosa, talvolta mortale, degli uccelli e dei mammiferi, causata da microrganismi del genere Chlamydia.


Clamidiosi è un termine generale che sostituisce i nomi di psittacosi, malattia dell'uomo e degli uccelli psittacidi, e di ornitosi usato per indicare la stessa malattia degli uccelli non psittacidi.


La malattia si trasmette prevalentemente per via aerogena, mediante inalazione di escrementi essiccati. Nei piccioni è stata dimostrata anche la infezione per via orale. Fattori ambientali come l'affollamento, locali non igienici, variazioni notevoli di temperatura, nonché la sensibilità dell'ospite, influenzano la diffusione e l'evoluzione della clamidiosi. In tali condizioni, la maggior parte dei giovani uccelli può venire a morte. Quelli che sopravvivono rimangono spesso affetti in forma cronica, diffondendo i microrganismi nell'ambiente e potenzialmente anche all'uomo.


I volatili colpiti dalla forma acuta possono presentare anoressia, crescita ritardata, diarrea, congiuntivite, rigonfiamento delle palpebre, rinite, dispnea accompagnata da emissione di sibili. Talvolta è possibile osservare anche sintomi nervosi e, nelle infezioni gravi, la produzione di uova diminuisce bruscamente. Non sono rari neanche i casi di animali che contraggono la malattia in forma apparente e che successivamente divengono portatori. Stress ambientali o infezioni secondarie, ad esempio da salmonelle, complicano l'infezione da clamidie, ne aggravano il quadro e determinano l'insorgenza della malattia in forma conclamata e spesso la morte.


E’ IMPORTANTE OSSERVARE I SEGUENTI COMPORTAMENTI: 



  • Non date cibo ai piccioni, per evitare che si avvicinino a noi e per evitare che trovino alimentazione sufficiente a sopravvivere e riprodursi;



  • Quando camminate per strada, cercate di tenervi lontani dai piccioni ed evitate di farli alzare in volo vicino a voi;



  • Copritevi la bocca e le vie respiratorie quando si percorrono strade “invase” da piccioni, specialmente nei casi in cui i piccioni, vicino a voi, si alzano in volo;



  • Dopo aver frequentato un ambiente con piccioni, lavatevi (soprattutto mani, faccia e capelli) e lavate immediatamente gli indumenti;  



  • Non camminate in casa con le scarpe utilizzate per strada, per evitare di disseminare sul pavimento polveri e frammenti di escrementi;  



  • Lavate periodicamente con detersivi adeguati i davanzali, i poggioli, i balconi, le terrazze, le altane: ogni presenza di piccioni (piume, escrementi...) è potenzialmente pericolosa;  


  • Utilizzate i dissuasori (meccanici e/o elettrificati) per eliminare le nidificazioni sui prospetti delle abitazioni;


  • Verificate periodicamente che nei sottotetti non ci siano nidificazioni o altre tracce di piccioni (escrementi, piume, carcasse): nel caso, provvedete ad una immediata rimozione o contattate una ditta specializzata in disinfestazioni.




autore : Alessandro Calzati
data : 12 Sep 2007

Commenti

gianni ha scritto :
05 Mar 2010 - 16:52:22

Visto l'enco delle malattie di cui i piccioni possono essere portatori, mi aspetto che dar loro da mangiare in un cortile di condominio possa individuare un comportamento sanzionabile. Chi sa che reato è? grazie.


gianni ha scritto :
05 Mar 2010 - 16:51:22

Visto l'enco delle malattie di cui i piccioni possono essere portatori, mi aspetto che dar loro da mangiare in un cortile di condominio possa individuare un comportamento sanzionabile. Chi sa che reato è? grazie.


sergio ha scritto :
25 Mar 2009 - 18:41:30

i piccioni possono attaccara la clamidia all'uomo??


giancarlo ha scritto :
25 Sep 2008 - 15:34:33

ciao sono giancarlo avrei bisogno di informazioni piu' dettagliate su a chi rivolgermi per l'eliminazione dei piccioni da casa mia grazie un saluto


maria pertile ha scritto :
06 Nov 2007 - 13:27:30

Caro Alessandro, Cari GV, ho saputo ieri da un vicino di casa che l'ex convento degli agostiniani di santo Stefano, attuale sede dell'ufficio delle entrate, di proprietà demaniale, verrà venduto per fare un mega albergo.
Tu che sei architetto e amante di Venezia, potresti informarti meglio della cosa? Il mio vicino di casa, Flavio Grubissa, vuole fare una fondazione, trovare i soldi per far sì che l'edificio -enorme, di incalcolabile valore storico e artistico- rimanga ai veneziani e per i veneziani; ho parlato con l'on. Brunetta che on ne sapeva nulla e dice che s'informa e vede.
Vogliamo provare a difendere questo spazio?
A presto per ogni approfondimento. Grazie Alessandro. Avantisanmarco.
maria


maria pertile ha scritto :
22 Sep 2007 - 18:18:27

Mi interessa molto questo tema dei piccioni però per favore fate qualcosa perché non si legge la schermata, è tutto nero su nero (la mia imperizia informatica è assoluta, chiedo scusa fin d'ora del disturbo!).
Ciao architetto!
maria


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