Associazione I Giovani Veneziani http://www.giovaniveneziani.com Associazione d'avanguardia giovanile veneziana it 2008-05-12 18:21:04 Commento di : cialis 2008-05-11 02:43:06 COMMENTI http://cheapcialisrx.proboards81.com Commento di : Paolo S. (Genova) 2008-04-27 21:26:52 COMMENTI Mi associo ai complimenti ad Alvin. Fa sempre piacere leggere notizie storiche associate alla cara Venezie. Un saluto da Genova a tutti i Giovani Veneziani! Commento di : Marco 2008-04-24 23:05:09 COMMENTI Complimenti al nostro Alvin per la grande passione che ha per la storia di Venezia! Commento di : roberto vianello 2008-04-24 16:00:09 COMMENTI eccellente commento storico, complimenti Roberto Vianello Commento di : alessandro calzati 2008-03-26 10:48:51 COMMENTI Per non parlare delle Nike ai piedi e della lattina di Coca Cola che si stava bevendo, in occasione del G8 di Genova... Commento di : MANUEL 2008-03-15 13:17:35 COMMENTI Quest'uomo ha qualcosa di veramente prezioso "LA STORIA" Grazie Commento di : Anonimo 2008-02-13 17:02:15 COMMENTI BRAVO Luca sei un GRANDEEEEEEE!!!!! Commento di : Luca 2008-02-13 16:59:36 COMMENTI MA NO TI TE VERGOGNI...................... IN CHE STATI............................. PROPRIO IN UNO STATO pieTOSO ................... Commento di : Casato Renier 2008-01-20 21:44:12 COMMENTI Storia antica del Casato Renier sui seguenti indirizzi: http://casatorenier.blog.tiscali.it www.casatoboffo.it Ricordiamo fra i personaggi più famosi il Doge Paolo Renier (119°) e Giustina Renier, autrice dell' Origine delle feste veneziane. C. saluti Commento di : Giampaolo Toso 2008-01-15 15:24:09 COMMENTI Alessandro, ben trovato nuovamente. Hai ragione sai quanti problemi dimentichiamo anche noi. C'è una bella differenza però tra il predicare bene e il razzolare male di certi soggetti e la sempre imperfetta ma cercata integrità morale dei nostri interventi Commento di : alessandro 2008-01-15 11:22:00 COMMENTI Quello che dici è vero e condivisibile, anche se ovviamente la perfezione non esiste e penso che nessuno sia in grado di cogliere la totalità dei problemi che gravano sulla città. Nemmeno i Giovani Veneziani, nemmeno io che comunque penso di essere abbastanza critico e di cose che non vanno ne vedo e ne parlo continuamente. Chissà quante altre cose non vedo, di quanti problemi non mi rendo conto. So di non sapere. Quel che conta è che si parli dei problemi, che non si taccia e acconsenta, che le amministrazioni e la gente sappiano. Al di là degli schieramenti politici, ognuno dovrebbe dare il proprio contributo costruttivo entro i limiti delle proprie capacità: nessuno ha la verità in tasca (nemmeno i Global Project). Ma tant'è, in tempi di guerra è meglio non buttare via niente. Solo mi auguro che non inizi (tra quei quattro gatti che siamo rimasti nella fascia 20-40 anni) una deleteria battaglia per il degrado di destra e il degrado di sinistra. Commento di : Piero 2007-12-23 00:36:40 COMMENTI ciao a tutti! volevo dirvi che io amo questa città moltissimo. ho 24 anni e farò di tutto per rimanere a venezia anche se ho poco più di 2000 euro in banca. non so come farò ma un modo pur ci sarà! una cosa sola volevo far emergere (fra le mille che mi verrebbero in mente): questa città ha dei limiti fisici di sopportazione di turismo e di sfruttamento in generale. Mi spiego. Il problema della casa è sicuramente il principale ma non può svincolarsi, a mio parere, da una visione più complessiva della città. Qui dev'esser chiaro che tutti i pregi elencati da Alessandro nel primo post possono rimanere tali soltanto se si ristabilisce e si rispetta un delicato equilibrio. Come abitanti amanti di Venezia dobbiamo fare uno sforzo, accettare di non avere certe comodità per poter godere di grandi benefici. faccio un esempio. io da anni mi batto contro il moto ondoso. venezia è nata per andare a remi. se anche, ipoteticamente, tutto il traffico acqueo causato dal turismo fosse ridimensionato, io personalmente rinuncerei lo stesso, e volentieri, ad avere mille collegamenti actv per andare di qua o di là ogni 3 minuti in nome di una laguna calma, piatta, che mi possa trasmettere serenità e pace, in cui possa farmi una vogata tranquilla. Si dovrebbe parlare insieme e capire dove sta la linea di demarcazione tra l'avere troppe comodità e perdere però una parte di quello che Venezia può darci e l'avere meno comodità o forse anche alcune scomodità ma poter continuare a godere di una Venezia unica al mondo! non so se riesco a spiegarmi..mentre scrivo penso a ciò che questa città potrebbe essere con un po' di buona volontà, con un "po'" meno servilismo nei confronti del denaro, del turismo e mi viene da emozionarmi.. non lo so, io spero che voi siate d'accordo con me.. dai vi prego facciamo qualcosa! Piero Commento di : Giampaolo 2007-12-19 01:06:24 COMMENTI Ciao a tutti, volevo informarvi che procediamo alla grande nella vendita dei libri. Volevo ringraziare i nostri amici e soci che stanno aiutando l'iniziativa alla migliore riuscita. Siamo all'inizio della nostra iniziativa e abbiamo la grossissima speranza di restaurare questo monumento grazie all'aiuto di tutti i nostri amici. Coraggio dunque dimostriamo ancora una volta quanto i Giovani Veneziani possono fare per Venezia, accorrete tutti e regalate un libro questo Natale...sarà il vostro aiuto personale alla conservazione della vostra amata città... Avanti San Marco! Commento di : Giampaolo 2007-12-13 22:57:52 COMMENTI Ecco il Muranese, vedete io non mi sento pienamente veneziano...Murano è nato come residenza di campagna dei signorotti Veneziani, poi a Murano è stato importato il vetro...siamo diventati quello che siamo grazie a questo materiale che secondo me rispecchia proprio Venezia. Infatti come un vaso di Murano, la nostra città per la sua complessità è tanto bella e tanto fragile. Murano ha forse sempre preceduto Venezia e la sua cittadinanza. Murano è stato reso ricco dal turismo e allo stesso tempo è stato reso povero culturalmente da questo. Proprio a Murano fino a pochi anni fa si vendeva merce cinese. Il turismo veniva vissuto come una risorsa su cui speculare senza fornire alcun servizio. Da un po' di anni a questa parte si è ritornati a produrre non solo il cavallino, si è ritornati a studiare il prodotto che ha reso ricca Murano e i muranesi. Questo però lo si è fatto perchè si è attraversata una fase di vera "fame". Le aziende storiche, tranne poche, hanno chiuso o hanno rischiato di farlo. La contrazione finanziaria ha toccato tutti, non si facevano più figli nessuno credeva più nel prodotto e nell'isola, questo ha portato a un piattume intellettuale assoluto. C'è stato poi un camhio generazionale che ha portato a uno studio prodondo del prodotto e ha innescato nuove scintille di ricerca e questo ha nuovamente mosso una macchina. Non sicuramente produttiva, infatti forse dal punto di vista del prodotto i nostri vecchi facevano il vetro nel modo migliore, ma si è mossa una macchina intellettuale che ha rinnovato e dato energia a tutta l'isola. Questo per farvi comprendere che a Venezia manca questo processo di distruzione creativa, come la definirebbe Schumpeter. Proprio la classe che dovrebbe dare nuovo slacio a Venezia risulta essere quella più asettica. La classe dei professori, accademici a cui non interessa nulla di come i loro studenti trattano la città...Queste persone sono le prime che avrebbero la possibilità di incidere attivamente sulla città. Educando, progettando e non lucrando e sciupando la stessa. C'è poi la classe politica, ma non mi dilungo ancora perchè on basterebbe il blog. Per cui la sintesi di questa mia tardiva risposta all'appello di Alessandro è questa, l'unica possibilità per Venezia di rinascere è uno scatto di orgoglio dei cittadini che la amano. Murano ha ricominciato a essere quella che Alessandro descrive perchè su di essa si è progettato e investito e non solo ammirato la bellezza dei suoi vetri da museo. Per far rinascere una città non basta amarla, bisogna viverla e credere in questa vitalità. Commento di : Alberto 2007-12-13 15:18:17 COMMENTI Alessandro, intanto non direi “maledetto foresto”, anzi ce ne fossero molte di più, migliaia di persone come te che vengono a vivere a Venezia! Che vivono, non che vengono ogni tanto e lasciano la casa sfitta per la maggior parte dell'anno. Che contribuiscono, loro malgrado, all'aumento dei prezzi e allo sfratto dei residenti causa adeguamento dell'affitto diventato "impagabile". Non so chi dica che Murano o Sant’Elena, ecc. non sono Venezia. Non credo sia corretto attribuirlo ai veneziani in generale e comunque la frasi “da bar” non devono entrare in questa discussione seria. Per quanto riguarda la mia opinione, Venezia non è solo “quel piccolissimo nucleo compreso tra Rialto e San Marco”, ma reputo Venezia tutto il comprensorio lagunare (quindi anche Murano), che nella sua totalità è in declino e ha bisogno di tutela. In ogni caso il sentimento di appartenenza ad una certa area, che sia Murano, Castello, la Baia del Re, è vecchio di secoli e non può che far bene a questa città, e non merita di essere deriso o disprezzato da chiunque, foresto o meno. Le differenze e le peculiarità tra le diverse aree della città sono una risorsa, e non un limite, in questo XXI secolo. Io sono un veneziano “doc” e con la frase “Mestre non è Venezia”, intendevo solo dire che per risolvere il problema della vitalità del centro storico non ci si può appoggiare sulla residenza di periferia, come si fa per altre città, poiché chi abita a Mestre non viene a fare la spesa o a trascorrere il tempo libero a Venezia, poiché è troppo scomodo, e Mestre ha già il suo centro. Quindi per mantenere vivo, e non un mero museo, il centro veneziano è necessario far sì che le persone possono permettersi di vivere nel centro storico. In ogni caso il problema dei prezzi elevati delle abitazioni esiste in tutte le aree lagunari, non solo nei sestieri centrali. Le case costano “un occhio della testa” anche a Lido, Sant’Elena, Murano e Burano, ad esempio. Infatti lo spopolamento c’è anche lì, ed è un peccato, perché l’esodo di residenti fa perdere anche le tradizioni, le peculiarità e la cultura secolare delle nostre isole. Comunque è importante anche mantenere una certa soglia di residenza nel centro storico. Personalmente anche a me piace molto Murano, Burano e altri posti della laguna. Li conosco benissimo e conosco anche i problemi che hanno: chi abita a Murano ad esempio avrà qualcosa da ridire sui servizi (ad esempio trasporti) che Alessandro sembra vedere come eccellenti. Chi abita a Murano forse non vorrebbe vedere che dopo le cinque del pomeriggio, quando chiudono le vetrerie, nell’isola c’è il coprifuoco. Forse desidererebbe che i vaporetti notturni da P.le Roma a Murano andassero avanti tutta la notte, e non che dopo la mezzanotte per tornare a casa da un’eventuale uscita fuori Venezia, si debba fare cambi di vaporetto e tratti strada a piedi. Ed inoltre tutto ciò non toglie che sia importante che restino popolati anche San Marco e Rialto, e gli altri sestieri del centro. Vogliamo che nei sestieri di Venezia rimangano solo le comitive di turisti, i banchetti di cianfrusaglie, i ristoranti e i bar cinesi, o peggio i venditori abusivi? Commento di : alessandro 2007-12-13 13:01:39 COMMENTI Io probabilmente vedo le cose in modo diverso da voi perchè sono un maledetto foresto e vivo a Venezia "solo" dal 1991. Ascoltando i discorsi dei veneziani doc, si sentono dire cose che -lasciatemelo dire- non stanno più nè in cielo nè in terra: Sant'Elena NON è Venezia. Murano NON è Venezia. Burano gnancaparlarne. Santa Marta e San Basilio NON è Venezia. Poi ci sono i "Lidioti" come simpaticamente vengono chiamati gli abitanti del Lido. Piazzale Roma e zone limitrofe NO XE Venezia. Giudecca NON è Venezia, ti schersi? Insomma Venezia è quel piccolissimo nucleo compreso tra Rialto e San Marco, per i veneziani doc. Qualcuno generoso mi ha concesso pure la zona di SS. Giovanni e Paolo e zone circostanti. Ma possibile che si continui (nei discorsi comuni da vaporetto e da bar) a pensare che tutto il contesto lagunare non sia una cosa unitaria? Siamo nel XXI secolo e sarebbe ora di allargare i confini mentali. Le case e la vita costano un occhio nel centro del centro di una delle città più "preziose" del mondo, ma avete provato a guardarvi intorno e cercare seriamente in giro? Io per vari motivi trovo assolutamente interessante Murano, ma quando ne parlo:"aaah, nooo, Muràn, ghesbocio...". Giampaolo, intervieni tu che sei veneziano di Murano (sorry: Mu-ra-ne-se!) e parlaci di quanto bene si sta lì, dove le case costano certamente meno, e di quali servizi, quanto verde, quali rapporti sociali! Poi vorrei sentire anche altre persone abitanti nel comprensorio lagunare. Mi piacerebbe fare avanzare la discussione, basta piagnucolare e lamentarsi: non vorrete mica dare ragione a Cacciari !? Commento di : Alberto 2007-12-12 23:00:44 COMMENTI Riprendo il discorso di Alessandro. Concordo pienamente con la descrizione di tutti i pregi della nostra città: sono quelli che dovrebbero portare alla scelta di rimanere a Venezia, o attrarre nuovi residenti dalla terraferma. La qualità della vita di cui si può godere a Venezia può valere certamente una spesa maggiore, se come dice Alessandro si fa la scelta di spendere i propri soldi in questo modo. Il problema è che per molti questa scelta non è possibile. Ripeto, negli ultimi 50 anni la popolazione di Venezia è scesa di circa 100 mila persone, nemmeno nei periodi della peste nera la popolazione era scesa tanto. Non credo che tutte queste persone potevano permettersi si vivere a Venezia e non lo hanno fatto perché hanno voluto spendere i propri soldi in un altro modo; forse in parte sì, ma una buona fetta ha lasciato e continua a lasciare Venezia perché non può permettersi di comprare una casa o pagare un affitto ai prezzi elevatissimi presenti sul mercato. Alessandro, dici che Venezia non è più cara delle altre città. Posto che il maggiori problema è il prezzo della casa, intendi che le case nelle altre città costano più o meno come a Venezia? Concordo con te se intendi i centri storici di grandi città. Nei centri storici di città importanti (Roma, Milano, Firenze) i prezzi delle abitazioni sono ancora più cari che a Venezia. Persino nei centri storici di Treviso o Padova i prezzi delle abitazioni si avvicinano a quelli veneziani. Ma il punto fondamentale quale è: Milano, Firenze, Treviso, ecc., hanno un centro storico che non è nettamente separato dal resto della città, ma ne è un “prolungamento”. Anche i centri storici delle altre grandi città si stanno spopolando a causa dei prezzi delle abitazioni, ma continuano ad essere vitali e frequentati dai residenti di prima periferia che vanno in centro a far compere, a mangiare una pizza, a fare il giro con gli amici, a scuola, ecc. Il problema è che Venezia è tutta centro storico e che Mestre non è Venezia. Chi va ad abitare a Mestre non viene a Venezia a far compere o a farsi il giro serale e così non mantiene vivo il centro storico veneziano, che infatti si sta riempiendo solo di negozi per turisti pieni di cianfrusaglie. Di giorno per le calli del centro è difficile trovare un veneziano in mezzo alle orde di giapponesi. A San Marco o a Rialto io mi sento quasi un estraneo ormai. Per una casa di 60 mq (il minimo per stare in una famiglia di 4 persone stretti stretti) si spendono circa 350 mila euro (se va bene restaurata) in una zona “periferica”, come ad esempio Castello-est (mi sono fatto una cultura sui prezzi poiché ho appena comprato casa). Naturalmente c’è molta variabilità, che dipende dall’agenzia immobiliare o dalla fretta che ha il proprietario nel vendere. Facendo i conti della serva, e nell’ipotesi ottimistica di avere una piccola somma di partenza messa da parte, è necessario farsi un mutuo che può andare dai 1.500 ai 2.000 euro per 30 anni. Riguardo agli affitti (privati) siamo attorno ai 1.000 euro al mese, con il rischio prima o poi di finire per strada. E’ chiaro che molte persone e/o famiglie, pur con tutta la buona volontà, non possono permetterselo, non c’è scelta. Mentre io credo che ognuno dovrebbe avere il diritto di poter scegliere di risiedere nel posto in cui è nato, magari facendo enormi sforzi e rinunce, ma poter scegliere. Uno che ama la propria città al punto da fare grandi sacrifici non può che far bene ad essa. Se Venezia fosse abitata da persone che arrivano a fare grandissime rinunce pur di poter pagarsi il mutuo o l’affitto in centro storico, forse le cose andrebbero meglio, ai posti di comando della città ci sarebbero persone più interessate al suo bene, ci sarebbero meno sprechi e meno sfregi alla stessa, non ci sarebbe lo sfruttamento indiscriminato che c’è ora. Il problema è che di queste persone ce ne sono poche. Alessandro e gli altri frequentatori di questo blog (mi metto in mezzo anch’io) saranno sicuramente tra queste, ma per il resto ci sono migliaia di persone che lavorano a Venezia, ma a cui di Venezia non interessa niente se non quanto frutta in termini economici, la vedono soprattutto come macchina da soldi. Nemmeno i foresti, milionari, che acquistano appartamenti in centro e che soggiornano a Venezia a periodi, pur essendo affascinati dalla nostra città, non possono certo amarla o interessarsi alla stessa come uno che ci è nato, o comunque come uno che ci risiede 365 giorni all’anno. E’ in questo modo che Venezia muore. Scusate se sono stato prolisso, ma quando parlo della mia città avrei tante cose da dire e non ho il dono della sintesi. Buona serata a tutti. Commento di : lorenza 2007-12-12 16:48:44 COMMENTI caro alessandro,io non volevo criticare il tuo commento che anzi getta un barlume di ottimismo nei dialoghi e concordo pienamente con l'analisi di alberto-l'unica maniera di salvare il salvabile,si sa! basterebbe un minimo di regolamentazione e di protezionismo in campo immobiliare e selezione del turismo-ma queste sono frasi che probabilmente suonano troppo reazionarie per l'orientamento politico di cà farsetti. parole come limitazioni e regolarizzazioni sono probabilmente un tabu' e forse un problema per chi in venezia cerca un trampolino di lancio verso il grande centro della politica romana. Commento di : alessandro 2007-12-12 15:14:39 COMMENTI In risposta a Lorenza. Io non sono milionario (nè in euro nè in lire) ma mi faccio in quattro pur di rimanere a Venezia. Non abito in una reggia, ho una moglie (che lavora anche lei) e una figlia di 4 anni. Come noi, tante altre coppie con bambini hanno deciso di rimanere a vivere in laguna: chi a Murano, chi al Lido, chi a Venezia. Gente di 35-40 anni con bambini piccoli, gente che ha vissuto un pò dovunque e alla fine chissà perchè ha scelto di vivere qui. Gente che ha fatto una scelta ben precisa, che ha scelto di spendere i propri soldi in un modo piuttosto che in un altro. Sulla questione del costo della vita in laguna mi sono già espresso tempo fa sulle pagine del Gazzettino, sostenendo -fra le varie argomentazioni- che se paragonata alle altre città (e ripeto: "città") Venezia non è affatto più cara delle altre. Magari una sera ci vedremo in sede AGV e faremo due conti. Poi ripeto che sono perfettamente cosciente dei problemi che affliggono Venezia. Ma il punto di partenza della mia lettera (che Marco ha spontaneamente pubblicato e di questo lo ringrazio) è cercare di individuare quali sono gli elementi che possono far venire voglia di abitare ancora questa nostra città del mondo. Letture consigliate: rapporto Legambiente Città 2007 e Rapporto Qualità della vita 2007 di ItaliaOggi. Mi fa comunque piacere leggere commenti e critiche: sono segnali di vita! Commento di : lorenza 2007-12-12 12:24:51 COMMENTI è molto bello questo atto di amore che alessandro dedica alla sua città.E'molto piu realistica però la considerazione di marco.Venezia è ormai una città che permette di vivere decentemente solo se sei un miliardario o vivi di rendita a meno che uno non faccia parte di quella schiera di parassiti che si attaccano alle masse turistiche piu infime.sai quanti giovani che vivono a mestre vorrebbero fare la vita che descrive alessandro? abitando dove in una barca? oppure vendendo un rene par pagare un monolocale che di norma ti affitta a 2000 e. in nero un motoscafista che ne possiede altri 10-sempre in merito alla venezia ideale e alle sue notti silenziose:nel mio caso,con una casa pagata una cifra interplanetariasuperabominevole,sono circondata da,appartamenti con terrazza affittati spudoratamente a turisti di bassa lega(orario medio in cui un turista di quel tipo va a letto dopo aver bevuto tutta la sera,è,dall'unaq di notte in poi-Appartamenti affittati a studenti dell'accademia,idem-(pensa se a casa mia dormisse il chirurgo che il mattino dopo dovesse alzarsi alle cinque per operare d'ugenza qualche assessore della giunta? non sarebbe male)se non si affronta alle radici il problema della casa con la giusta convinzione ( l'attuale blocco dei tir ci sia d'esempio),questa venezia dai cieli blu possono continuare a sognarla solo quattro gatti,sempre piu avanti con l'età fino a completa estinzione. Commento di : Alberto 2007-12-12 11:07:40 COMMENTI Anzitutto ringrazio per l’attivazione di un blog su di un problema così importante qual è quello della residenza a Venezia. Io concordo con il blog, e con colui che ha mostrato il bicchiere mezzo pieno. A Venezia si può godere di una qualità della vita altissima se messa a confronto con quella della maggior parte delle città di terraferma. I pro di vivere a Venezia sarebbero moltissimi, molti dei quali giustamente elencati nel blog. Purtroppo non scopro niente di nuovo se dico che il problema principale di Venezia, che rende impossibile per molti la residenza, deriva dal grande sfruttamento del turismo di massa. Esso mangia case e negozi, che, attraverso le leggi spietate dell’economia, sottrae ai residenti per destinarle ad uso alberghiero e per la vendita di merce destinata al consumo, appunto, del turismo di massa. Finché ci si piegherà a queste leggi il destino di Venezia è segnato: diventare una città museo. Studi dicono che, di questo passo, nel 2040 non resterà più un residente nel centro storico (negli anni ’50 si superavano i 150 mila abitanti!). Più verosimilmente resteranno quei pochi che vivono di turismo e che decidono di continuare a risiedere a Venezia, visto che già ora una buona parte di persone che lavorano nel settore turistico (commercianti, taxisti, gondolieri, ecc.) e che potrebbero anche permettersi una casa a Venezia, hanno scelto di vivere in terraferma. Non è di questi che mi preoccupo: se pur avendone la possibilità, non scelgono di vivere in una città stupenda come Venezia, peggio per loro. Io mi preoccupo per quelle persone e quelle famiglie che amano questa città e che farebbero di tutto per restarci a vivere, ma che non ne hanno la possibilità perché non guadagnano mediamente 3-4 mila euro netti al mese, in modo da potersi permettere di pagare un mutuo di 2 mila euro mensili o più, o perché non hanno avuto la fortuna di ereditare una casa. La soluzione sarebbe andare contro le leggi del libero mercato, in base alle quali ogni risorsa va impiegata nel modo in cui frutta di più, e vincolare una buona parte delle abitazioni a residenza, erogare importanti contributi per l’acquisto, per il restauro o per l’affitto di abitazioni. Belle parole si dirà, ma i soldi? Certamente il problema del finanziamento esiste, ma è anche vero, ad esempio, che con soldi del ponte di Calatrava, per non dire del Mose, si sarebbe fatto moltissimo per il problema della residenza. Esiste infatti una scelta che dovrebbe fare l’Amministrazione: lasciare il destino di Venezia in mano alle leggi dell’economia, e quindi di questo passo lasciare che diventi una città museo, oppure porre come priorità il mantenimento di una soglia minima di residenti, e porre tale priorità avanti a tutti gli atti di governo, al costo anche di vedere ridurre le entrate derivanti dal turismo e di veder diventare Venezia un po’ più povera dal punto vista strettamente economico, ma molto più viva e ricca dal punto di vista sociale. Oltretutto non è detto che una riduzione del turismo riduca le entrate: una riqualificazione dell’offerta turistica verso una clientela più selezionata, minore nel numero, ma con disponibilità di spesa maggiori, potrebbe anche aumentarle. Qualcuno dirà che Venezia non deve diventare una meta per soli ricchi, ma che deve essere patrimonio a disposizione del mondo intero. Io dico che prima di tutto deve essere patrimonio dei suoi abitanti, anche al costo di diventare meno accessibile ai turisti. Io amo questa città e ho scelto di restare a viverci, pur sapendo che in questo modo dovrò rinunciare a molto dal punto di vista economico se è vero che comprando una casa in terraferma pagherei una rata del mutuo almeno dimezzata. Tuttavia non sono molti che sono disposti o che possono fare questi sacrifici. Sappiamo bene che anche dei tipi di impiego che prima permettevano tranquillamente di poter vivere a Venezia, ora non più. Inoltre le opportunità di impiego remunerative diverse dal turismo sono scarse: un medico, un avvocato, un ricercatore, ecc. che pure ha prospettive di reddito alte, spesso è costretto a emigrare per trovare opportunità di lavoro soddisfacenti dal punto di vista professionale. Concordo con l’intervento di Marco, secondo il quale solo uscendo da questa monocultura turistica potremmo avviare un periodo di rinascita dell’economia e della società veneziana anche dal punto di vista qualitativo. Saluti a tutti, Alberto Commento di : alessandro calzati 2007-12-11 18:31:24 COMMENTI ...aggiungo solo questo. Siccome al peggio non c'è mai fine, consiglio di andarvi a vedere lo sfregio illuminotecnico perpetrato ai danni della facciata sul Canal Grande dell'albergo "Cà Sagredo" a Santa Sofia, di fronte al mercato del pesce di Rialto. Io una cosa così mal fatta non l'avevo mai vista. Fa parte del genere horror: profondo rosso. Commento di : laura 2007-12-11 18:21:58 COMMENTI Sulle luci decorative di natale e sull'illuminazione pubblica di monumenti e palazzi, in parte sono d'accordo con Alessandro: manca un progetto comune a tutta la città. Quindi l'effetto ottenuto con l'attuale illuminazione, finanziata e spesso anche auto installata dai privati,non è dei più belli...troppo caos (un po' come l'effetto che si ottiene avendo sulle proprie abitazioni e negozi:porte,campanelli, battenti, serrande, infissi e quant'altro differenti, di diversi stili, colori, materiali, dimensioni, etc. non che sia contraria alle differenze! ma credo che quantomeno una persona si dovrebbe preoccupare un po' della compatibilità estetica della sua proprietà rispetto a quello che gli sta attorno ). Però non sono d'accordo con la critica all'illuminazione delle calli-strade, delle rive veneziane....i nostri lampioni sono così caratteristici!la loro fattura elegante, col le loro "braccia sinuose",i loro vetri rosati ...guardando l'effetto che producono ci si perde in altri tempi...quando c'è nebbia la sera sembra quasi di vivere in un passo dei racconti di Toso Fei...la loro luce soffusa fa sognare di incontri amorosi segreti di ospirazioni, di fantasmi, etc....Laura Commento di : Giampaolo 2007-12-11 12:59:31 COMMENTI Ciao Alessandro, a me piacciono forse perchè a Natale siamo tutti più buoni. Lasciando perdere le battute, forse si potrebbe fare di meglio però è una delle poche cose che è sta assegnata dal comune ad una ditta artigiana di cui non faccio il nome per la privacy e che quindi alimenta l'economia interna della città. Sono perfettamente d'accordo invece per quel che riguarda l'illuminazione permanente della nostra Venezia che lascia a desiderare in tutto. Ciao Alessandro Commento di : Marco 2007-12-11 10:37:55 COMMENTI Ciao Alessandro, hai postato un argomento molto interessante e positivo ... Basta vedere Venezia secondo stereotipi, gli stessi stereotipi che putroppo propongono tutti istituzioni comprese, ormai anche noi cittadini ce ne siamo abituati e ce ne siamo convinti ... Venezia è una città scomoda, non ci sono le macchine e quindi è fuori dal mondo etc.etc. le solite stronzate in effetti perchè Venezia è anche quello che di positivo che hai scritto su ... condivido quei punti in pieno tranne per il fatto, secondo me fondamentale, che c'è un elemento base per la vita del cittadino che è ormai venuto a mancare nella nostra città e a mettere in seria difficoltà la sua permanenza in questo territorio così meraviglioso: L'aspetto economico: l'economia veneziana ormai si basa esclusivamente e solo sul turismo e questo ha diminuito moltissimo le opportunità di lavoro, che sono legate solo alle attività che si sostengono sul turismo ... ma di grazia non tutti possiamo fare i portieri d'albergo, i camerieri o ben che ci vada i maitre .... Quindi un depauperento generale dell'economia che non ha più una differenziazione di attività, imprese e finalità che possano arricchire una società veramente. Infine l'economia legata anche alla offerta di beni per i cittadini: sempre a causa del problema che ho appena descritto sopra, i servizi e i negozi che erano destinati ai veneziani hanno fatto spazio alle attività legate ovviamente al turismo di massa. Così come il mercato immobiliare è influenzato dal mercato turistico portando i prezzi degli appartamenti e degli affitti alle stelle. E' solo riattivando una economia sana a Venezia che riusciremo a ri-attirare una popolazione attiva e produttiva a Venezia e per Venezia. Tanti saluti, Marco Commento di : Marco Vidal 2007-12-10 11:24:12 COMMENTI Buongiorno Signor Zuccolotto, grazie moltissime per la disponibilità e il suo intervento nel nostro blog. Mi fa molto piacere che ci sia l'occasione di relazionarsi fra cittadini e aziende che producono servizi per la popolazione stessa. Mi scuso per le mie inesattezze, sono giustificate (penso e spero) dal fatto che come cittadino posso più che altro esprimere delle valutazioni emotive e riguardano però una situazione reale che è il depauperamento generale dei servizi nella città storica di Venezia. Per esempio come cittadino e lavoratore mi cambia l'organizzazione della vita dover cambiare ufficio postale di riferimento e quindi ritirare le raccomandate a Rialto mentre prima lo facevo al Gaffaro o a San Polo o a Piazzale Roma. Sono piccole cose che però influenzano la vita di ogni giorno delle persone e fanno parte di comodità e di servizi che influenzano la qualità della vita in una città. Ovviamente è comprensibile che le Poste Italiane ragionino oggi più che ieri, verso obiettivi di bilancio economico, ma allo stesso modo è corretto che i cittadini chiedano il mantenimento dei servizi nel territorio di riferimento e la efficenza degli stessi. Solo da un confronto di questi soggetti ci può essere un servizio veramente valido, anche in una città unica e particolare come Venezia, che però va aiutata specie dalle aziende nazionali che hanno il potere economico di farlo. In questo caso, devo dirlo, noi guardiamo con molta preoccupazione le voci intorno al Fondaco dei Tedesci, che prospettano una futura cessione. Sono immobili di altissimo pregio che rischiano di finire nella morsa della monocultura turistica. Mentre oggi invece in virtù della proprietà delle Poste Italiane sono fonte di posti di lavoro ed economia sana che da servizi alla nostra città. Noi vi invitiamo a fare uno sforzo e mantere l'attuale presenza a Venezia e semmai grazie alle nuove tecnologie e comunicazioni internet, investire maggiormente nella nostra città storica per offrire nuovi posti di lavoro e rilanciare la nostra economia. Ne sarete sicuramente premiati. Cordiali saluti e buon lavoro, Marco Vidal Commento di : Giampaolo 2007-12-10 11:08:55 COMMENTI Caro Ettore, vorrei esprimere il mio ringraziamento per la puntualizzazione che rende il nostro Blog ancora più esatto. Rinnovo le mie perplessità per la quota di utile. Ricordo anche a voi che i costi della posta per le aziende è aumentato di non poco. Per risparmiare si devono usare contratti come quello di posta target che implica un gran lavoro di smistamento che sono le aziende stesse che nei loro uffici devono fare. consideri anche che per avere le scontistiche proprie del servizio di cui ho parlato i numeri sono molto alti. Sono anche perplesso per le attività collaterali che poste italiane fa negli uffici. La vendita di quaderni e libri per esempio. Ma noi viviamo in un'economia di mercato, falsata ovviamente dagli abusi di potere che tante volte sono manifesti da azioni di marketing aggressivo fatti proprio da aziende come quella in cui lei lavora. Queste sono mie personali perplessità che non corrispondono ad una linea unica di pensiero dell'associazione. Commento di : Ettore Zuccolotto 2007-12-07 16:27:04 COMMENTI Gentile signor Vidal, essendo pienamente consapevole delle difficoltà che Venezia attraversa , vorrei evidenziare le inesattezze riportate nel suo blog. Per cominciare, non è vero che la maggior parte degli sportelli postali veneziani sono stati chiusi. Glielo dimostra l'elenco riportato nei commenti da Alessandro Calzati: a Venezia ci sono 12 uffici più quello di Murano. Negli ultimi 5 anni è stato chiuso il solo vecchio ufficio postale di San Provolo; allo stesso tempo è stato ampliato e rinnovato completamente quello di piazza San Marco, alle Procuratie. Vorrei inoltre ricordarle che l'azienda, da amministrazione statale con 1,5 miliardi di euro all'anno di perdite nel 1998 (perdite completamente a carico del contribuente) è diventata una società per azioni con un attivo di bilancio nel primo semestre di quest’anno di oltre 400 milioni di euro. Poste Italiane è quindi in grado di muoversi autonomamente senza pesare sulle tasche dei cittadini. Per quanto riguarda il vecchio ufficio postale di Fondamenta del Gaffaro (dove oggi si trova lo Spazio Filatelia), le ricordo che è stato trasferito a poche centinaia di metri (in piazzale Roma) ed è stato notevolmente ampliato e rinnovato. Anche l'orario di apertura è cambiato: il vecchio ufficio era aperto fino alle 14.00, il nuovo senza interruzioni dalle 8.30 alle 18.30. Ritengo infine ingiuste le critiche allo Spazio Filatelia: è un servizio che dà prestigio a Venezia, poiché ne esistono solo altri due in Italia, a Roma e Milano, e richiama in città molte persone della terraferma. La filatelia è una parte importante della storia e della cultura di una nazione, oltre che di una città come Venezia. Glielo dimostrano i molti francobolli emessi negli ultimi anni: l'arsenale, il Ponte di Rialto, l'istituto Morosini, Maria Callas. Luoghi, storie e personaggi si tramandano in tutto il mondo anche grazie ad un "pezzetto di carta". La invito a visitare lo Spazio Filatelia per rendersi conto di tutto questo. La ringrazio per l'ospitalità, Ettore Zuccolotto, Ufficio Comunicazione Poste Italiane Commento di : Giampaolo 2007-11-21 13:13:32 COMMENTI Cara Laura, le lamentele aiutano a smuovere le coscienze. Le proposte per far vivere Venezia sono già molte, ma nulla che possa contrastare con mille persone ignoranti che continuano a godere di rendite di posizione. Comunuque viviamola questa città, abitiamoci, amiamola e rompiamo le balle. Posso dire anche un'altra cosa nostro compito di cittadini è rompere le scatole non solleviamo i politici del loro compito di amministratori che devono trovare soluzioni...E' loro il compito Commento di : laura 2007-11-21 12:59:02 COMMENTI la rabbia che provo perche i progetti pubblici-privati-"segreti" sul futuro di venezia non sono quello che mi aspettavo, no ha parole...inutile aggiungere altre polemiche ed informazioni negative sulla decadenza della città per i veneziani....solo una domanda, un appello: cosa possiamo fare per rendere lo stato di fatto meno negativo? cosa possiamo fare di concreto per rendere il futuro di venezia meno distante da quello che desideremmo? quello che vorrei è sentire proposte non lamentele. i veneziani si devono riunire per proporre e fare qualcosa, non per protestare! Commento di : Giampaolo 2007-11-21 12:50:19 COMMENTI La grande logica del mercato porta anche a queste disfunzionalità. Ovviamente nel momento in cui si portano aziende dall'operare in un mercato esclusivo nel libero mercato ci sono delle logiche efficientistiche che non portano altro che a ridurre il servizio quando questo non trova più una logica paretianamente efficiente. Questo succede alle poste, ma anche a tutti quei servizi alla persona e alle aziende come i trasporti le immondizie la sanità la scuola... C'è una buona logica che dice che ci sono dei servizi che inseriti nel mercato portano ad avere dei servizi migliori e altri che sono destinati a non sostenere delle meccaniche di mercato assolutamente in contrasto con la natura stessa dell'attività economica. Questo è proprio il caso dei servizi sopra citati. Un servizio pubblico di comunicazione, di servizio sanitario e di smistamento dei rifiuti non potrà mai essere un'attività in attivo e infatti rido molto quando sento che actv ha un bilancio positivo; che cavolo ci fai voglio dire con un bilancio positivo. Investi i tuoi denari in città? Fai una fondazione e cerchi di sostenere la residenzialità? No signori "gnente" di tutto questo...ci fa l'imob...non investendo in mezzi di trasporto poco inquinanti e su studi di chiglie a basso impatto per la laguna ci fa l'imob... e nel contempo allarga le sue aree di disservizio tagliando sempre di più la pulizia sui mezzi di traporto. Ecco allora quali sono quei servizi che pur essendo inseriti nel mercato non funzionano perchè sono destinati ad essere servizi in perdita o al massimo in pareggio. Purtroppo siamo costretti a mangiarcela perchè siamo una cittadinanza menefreghista e tutto passa in secondo piano. Per cui un servizio pubblico più che alla leva dell'eficientismo deve mirare alla efficacia del suo servizio e di questo obiettivo deve farsi carico il maggior azionista di queste società l'Amministrazione Pubblica Comunale, Provinciale o Regionale. Commento di : Gianfranco DallìOmo 2007-11-21 11:58:35 COMMENTI Non mi stupisco che stanno svuotando Venezia. Cari amici, ho 66 anni, negli anni 50, dopo la prima amministrazione fine guerra di Gianquinto si sono succedute le varie amministrazioni democristiane, vi ricordate Favaretto Fisca per esempio? Ha incassato una fortuna con l'area del palugo di Tessera dove sopra é stato costrutito l'aeroporto. Negli anni cinquanta si diceva che queste amministrazioni stanno trasformando Venezia in una città museo, e così é stato. Hanno raggiunto l'obbiettivo che volevano, hanno sfrattato noi veneziani a Mestre per trasformare i magazzini malsani, allora abitazioni, in negozi, case fatiscenti trasformate che vakgono fior di quattrini a disposizione, naturalmente, dei foresti. Hanno raggiunto il loro scopo e noi veneziani ne paghiamo lo scotto. Le case fatte alla Junghans sono quasi tutte in mano ai foresti. Fra poco daranno anche le case popolari. Devono solo vergognarsi tutti coloro che decidono in questo modo, sono solo dei delinquenti Commento di : Stefano 2007-11-20 23:09:36 COMMENTI "Questo io pensava, assistendo allo spettacolo incomparabile che per un dono di amore e di poesia io poteva contemplare con occhi attentissimi la cui vista mi si mutava in visione profonda e continua … Ma con qual virtù potrò io mai comunicare a chi m’ascolta questa mia visione di bellezza e di gioia? Non v’è aurora e non v’è tramonto che valgano una simile ora di luce su le pietre e su le acque. " non solo ieri, non solo oggi, non solo domani ... è,semplicemente, l'etèrea Venezia . Commento di : alessandro calzati 2007-11-20 19:18:41 COMMENTI Poste Italiane riporta il seguente elenco di Uffici Postali attivi a Venezia: 30141 Murano Navagero 48 (fondamenta) 30121 Venezia 1 Del Spezier - Lista Di Spagna 233 (calle) 30123 Venezia 10 Zattere Al Ponte Longo 1507/1508 30132 Venezia 11 4 Novembre 23/24 (viale) 30135 Venezia 12 Santa Chiara 511 (fondamenta) 30121 Venezia 13 De Le Cooperative Snc (calle) 30124 Venezia 2 Larga De L'ascension 1241 (calle) 30125 Venezia 3 San Polo 2012 (campo) 30124 Venezia 4 Larga De L'ascension 1241 (calle) 30122 Venezia 5 Barbaria Delle Tole 6674 (calle) VE 30133 Venezia 8 Sant' Eufemia 430 (fondamenta) 30122 Venezia 9 Garibaldi 1641 (via) 30124 Venezia Centro Del Fontego Dei Tedeschi 5554 Lo svuotamento funzionale di una città purtroppo dipende da logiche di "economia gestionale" di un'azienda -pubblica o privata- di fronte a cui una Amministrazione Comunale nulla può. Poi c'è la telematizzazione di molti servizi che, di fatto, rende inutile la presenza fisica di certi uffici. Potenzialmente si potrebbe fare a meno persino delle banche, invece mi risulta che ultimamente di banche a Venezia ne siano state aperte. Fa più rabbia pensare al nostro sindaco che -evidentemente non contento della situazione, o forse per accelerarla- decide di andare a bussare alla porta della RAI per invitarla ad andarsene dalla prestigiosa sede di Palazzo Labia ed a trasferirsi al Vega. Ma, personalmente, mi fa rabbia anche pensare che un pezzo di città come il Fontego dei Tedeschi venga tenuto per metà abbandonato e per metà utilizzato come ufficio postale quando, al suo posto, potrebbero insediarsi una grande quantità di attività (la Soprintendenza, per quel che conta, ha già detto di no alla trasformazione in albergo, e tempo fa si era fatta avanti la Biennale). Commento di : nono gigio 2007-11-20 15:26:44 COMMENTI troppa tristezza e troppi tramonti. Venezia deve essere VIVA: all'alba, e non al tramonto! Bisogna essere sempre otimisti, e ricordarsi del vecchio detto veneziano: "anca se i afari va mal, el corpo - e lo spirito - no gà mai da tribolar!" Commento di : Francesca 2007-11-20 15:01:33 COMMENTI e i poveri pensionati, tutti attempati, cosa devono fare per ritirare la pensione? si parla tanto di aiutare gli "ultimi" e gli anziani pensionati come vogliamo definirli? non sono forse "ultimi" anche loro? Commento di : Marco 2007-11-15 16:09:27 COMMENTI Si a Venezia sembra che venga applicata la stessa teoria ma al contrario .... E' stato creato un Assessorato al Decoro che è completamente inutile, gli unici interventi che ha fatto riguardano la Piazza San Marco che continua però ad essere interessata da gravi fenomeni di degrado, basti pensare ai cornicioni che cadono, le piante che nascono nelle facciate delle procuratie, il guano che appesta tutta la piazza, il selciato marmoreo delle procuratie che è sfondato in più parti ed ovviamente i fenomeni vari di illegalità ... etc.etc. Le altre zone di Venezia invece sono dimenticate dalle autorità pubbliche. E ancor peggio, il fatto che la popolazione attiva veneziana sta calando vertiginosamente, fa sì che anche la manutenzione e il controllo privato sia sempre più carente. Per quanto riguarda la manutenzione questo corrisponde ai classici fenomeni di degrado di case, palazzi privati come pure al calo della domanda dei cittadini di intervento delle Istituzioni per il decoro del propria zona abitata. Invece riguardo al controllo mi riferisco al fatto che ormai la Venezia disabitata di oggi, fa si che malintenzionati, inquinatori e writers vari possano agire indisturbatamente, senza subire la presenza e quindi il controllo dei cittadini. Il problema fondamentale per me è quello di riportare gente a vivere a Venezia. Senza questo non si può salvare la nostra città in nessun aspetto se non con una difficile quanto effimera cosmetica politica che prima o poi cadrà drammaticamente. Commento di : alberto 2007-11-15 09:32:47 COMMENTI L'articolo proposto é assolutamente illuminante. Le ragioni addotte da chi non ritiene utile cominciare la pulizia di casa nostra dai piccoli reati sono spesso dettate da un'ideologia spicciola, filo-pauperista di una certa cultura da caffé universitario ( o più semplicemente da figlio di papà al decimo anno fuori corso). Mi piacerebbe moltissimo vedere applicati gli stessi interventi citati nell'articolo a tutte le situazioni di criminalità e sopruso che i cittadini stanno subendo in questi ultimi tempi. L'unico dubbio che nutro riguarda però la volontà politica di chi dovrebbe dare il via a tali provvedimenti. Il pragmatismo anglosassone prevede che, arrivati al limite della sopportabilità, tutta la società approvi con un sopiro di sollievo anche l'arresto di chi non paga il biglietto. Ma in Italia? Persino di fronte a stupri e omicidi c'é chi, per interessi ideologici e di potere, non ammette che la rabbia e lo sgomento di intere comunità possa pretendere misure drastiche e adeguate. Per fare un esempio spicciolo, a Venezia, un vigile mi ha detto di essere stato minacciato di denuncia da una sedicente rete antirazzista, per aver "osato" fare una multa ad un senegalese che veneve borse. Le iniziative di singoli politici, volte a ristabilire l'ordine e la legalità, vengono puntualmente tacciate di razzismo e xenofobia. In queste condizioni appare chiaro che la finestra rotta deva rimanere tale ancora a lungo, poiché il torbido ed il disordine sembrano ancora garantire un mare pescoso per i privilegi dei soliti. alberto Commento di : maria pertile 2007-11-06 13:27:30 COMMENTI Caro Alessandro, Cari GV, ho saputo ieri da un vicino di casa che l'ex convento degli agostiniani di santo Stefano, attuale sede dell'ufficio delle entrate, di proprietà demaniale, verrà venduto per fare un mega albergo. Tu che sei architetto e amante di Venezia, potresti informarti meglio della cosa? Il mio vicino di casa, Flavio Grubissa, vuole fare una fondazione, trovare i soldi per far sì che l'edificio -enorme, di incalcolabile valore storico e artistico- rimanga ai veneziani e per i veneziani; ho parlato con l'on. Brunetta che on ne sapeva nulla e dice che s'informa e vede. Vogliamo provare a difendere questo spazio? A presto per ogni approfondimento. Grazie Alessandro. Avantisanmarco. maria Commento di : alessandro carlini 2007-11-01 10:35:27 COMMENTI Buon giorno, ho letto con piacere da "il venezia" le sua parole e ne condivido il principio di identità oltre che di salvaguardia.Sono un giovane architetto e per lavoro sono rientrato a trento, mia citta natale, ma nel cuore ho la speranza di tornare a venezia.Bisogna sentirsi cittadini, o paesani che dir si voglia e trovare la forza ed il diritto di comportarsi di conseguenza, inoltre l'amministrazione deve capire che senza cittadini la città non ha alcun senso, forse nemmeno per i turisti ed è aiutando i residenti che si aiuta venezia. cordialmente alessandro carlini Commento di : max 2007-10-30 15:53:41 COMMENTI E'stata una serata prevalentemente positiva anche se le risposte date dal questore erano a dir poco scontate;le uniche note stonate della serata sono stati gli interventi del presidente dell'Ascom e il presidente dell'Ava....persone che io reputo la rovina di Venezia e una classe dirigenziale ormai superata.....mi ha colpito molto l'intervento del presidente dell'ava il quale criticava la serata e secondo lui non aveva nessuna richiesta da fare al sig. questore io a quel punto volevo intervenire ricordando al signore in questione che loro non hanno più nulla da chiedere perchè ormai come categoria sono stati accontentati dal sindaco con il ''blocco'' di nuove aperture di alberghi a Venezia e TUTTI noi sappiamo come hanno ottenuto tale privilegio ! Massimo Fadalti Aqva Alta Commento di : Giampaolo 2007-10-29 10:37:38 COMMENTI Ciao a tutti, ringrazio i giovaniveneziani che hanno partecipato allo spritz. Laura, Shaula, Silvia, Cristina e tutti gli amici che ci frequentano anche indirettamente. Vi aspetto il prossimo appuntamento Giampaolo Commento di : marco 2007-10-24 18:47:07 COMMENTI Bene mi inserisco per la prima volta qui da voi.Mi chiamo Marco e dico iniziando da subito che se nei prossimi anni non crescera' la popolazione del centro storico perderemo la citta' dobbiamo agire e fermare questi comodisti nullafacenti che stanno umiliando e uccidendo la venezianita'.Vi faccio i complimenti per la lotta che avete iniziato.Credo che bisogna coinvolgere la gente risvegliare i pochi rimasti e aggiungerei conquistare Mestre ovvero trasformarla in Venezia cancellare completamente un nome che uccide le nostre tradizioni e far capire a tutti che la capitale del Veneto e del mondo dell'Arte parte dal Centro e non dalla periferia.Aggiungo una cosa Reyer Venezia Mestre e' assurdo e di piu'.Ancora piu' assurda e' l'Unione Vems3 nel calcio riprendiamoci le nostre squadre il Venezia compie cent'anni affolliamo il Pierluigi Penzo di nuovo all'urlo Venezia Venezia.Con orgoglio Marco VENEXIANO DOC a presto. Commento di : laura 2007-10-21 15:41:15 COMMENTI mi aggrego con tutto il cuore a quello che dice alessandro:"Io chiedo a tutte le persone che frequentano questi posti-campo dei gesuiti- di non andarsene,anzi di frequentarli ancora di più, se possibile, perché è solo così che si combatte il degrado urbano e sociale" e aggiungo: "io chiedo a tutte le persone che abitano a venezia di non andarsene ma di frequentarla e viverla ancora di più,di riscoprirla,rivalutarla, perchè è solo così che si combatte l'emigrazione e il degrado sociale". laura di venezia Commento di : Giampaolo 2007-10-20 10:03:45 COMMENTI Ciao Alessandro, sai quel campo è stato per molti anni anche per me il campo da gioco. Andavo all'asilo delle suore e quando alle quattro finivano quel campo faceva il caso nostro una bella partita di pallone non ce la toglieva nessuno. Sono perfettamente d'accordo sulla vita dei luoghi e della necessità di viverli. Ho fatto tante volte il paragone come le isole della nostra laguna che sono effettivamente abitate non soffrono delle situazioni di degrado da te descritte e viste da tutti noi perchè sono realmente abitate. Questi sono gli esempi di Murano, di burano e della Giudecca. Dobbiamo vivere Venezia in ogni sua parte. Grazie ancora del post. Giampaolo Commento di : Marco 2007-10-20 09:02:27 COMMENTI I veneziani non si oppongono più a nulla! Non si sono opposti a Pinault che si frega la Punta della Dogana, figurarsi se si interessano di 4 sfaccendati che utilizzano spazi inutilizzati per 4 boiate. A Venezia ci vuole una sveglia generale e forte. Dal punto di vista scenico mi piace molto l'azione dell'Azione Futurista a Roma ... Commento di : Marco 2007-10-20 08:59:05 COMMENTI Spesso non si bada a queste cose, ma invece sono fondamentali per la vita di una città e anche per far si che venga rispettata. E' molto educativo quello che hai scritto Alessandro. Anche vivere il Campo con iniziative pubbliche è un qualcosa che può aiutare questa magnifica città a rianimarsi. Vedo che qualche parrocchia si è attivata in tal senso, ma siamo ancora troppo indietro. Commento di : maria serena fiamma 2007-10-19 13:33:46 COMMENTI Caro ALessandro, mi piace molto quello che dici e lo trovo giusto, così "nel mio piccolo" ci proverò anch'io, a "okkupare" come scrivi tu, e a occuparmi degli spazi che ho intorno. Fondamentale reimparare, o imparare, ad abitare il nostro spazio; a volte sembra che lo abbiamo ceduto ad altri, ad una esteriorità che è estraneità, come di fatto ratificano i troppi turisti ormai eternamente presenti. Chissà. Buona giornata e a presto maria Commento di : giampaolo 2007-10-19 09:43:28 COMMENTI Veneticus, mi dispiace molto se il tono del tuo post è come sembra polemico. Noi Giovani Veneziani abbiamo organizzato questa commemorazione proprio per non essere ignoranti del nostro passato cosa che imputi al cristianesimo dei giorni nostri. Siamo ragazzi che studiano, intraprendono giornalmente e con questo impegno giornaliero guardiamo al nostro futuro e non siamo certamente rivolti al nostro possato. Sicuramente però è giusto guardare ai successi della nostra storia, azioni che caricano e che aiutano a rivolgersi al futuro con ancora più energie. Commento di : kociss 2007-10-15 12:11:30 COMMENTI e adesso come la mettiamo? il centro sociale morion si trasferisce alle zattere in uno dei luoghi storici piu prestigiosi di venezia grazie ad una macchiavellica manovra di famiglia- si opporranno i veneziani anche a questa gravissima offesa alla dignita' dei cittadini? Commento di : veneticus 2007-10-14 22:41:51 COMMENTI Tanto fra ben poco in Occidente l'Islam supererà il Cristianesimo... Il mondo cristiano è diviso, titubante, ignorante di se stesso, quello musulmano, certamente no. La vittoria di Lepanto è solo un ricordo del tempo passato. Come sempre Venezia mostra al mondo che guarda indietro, non certo avanti! Commento di : P. Alvise Gaggio 2007-10-14 16:37:41 COMMENTI Purtroppo per indisposizione non ho potuto, con mio grande rammarico, partecipare alla commemorazione, ma come Marco ben sa, ero presente con il cuore. Viva San Marco per sempre! "Tu mi credi estinto eppur son vivo, di stragge apportator, di sangue un rivo..." Scritta anonima anti municipalista che accompagnava la raffigurazione del Leone Andante apparso a S. Cassiano nei giorni successivi al 12 Maggio 1797 Commento di : Marco Vidal 2007-10-14 15:17:21 COMMENTI Grazie a tutti i soci che si sono impegnati per la riuscita della iniziativa, in particolare Maria, Marco Celio, Giampaolo e Alarico. Commento di : Marco 2007-10-14 15:15:15 COMMENTI ringrazio tutti quelli che hanno partecipato alla manifestazioni e si sono spesi così tanto per la sua riuscita! Commento di : max 2007-10-14 14:22:23 COMMENTI I nostri politici locali di maggiornaza e opposizione lo devono capire....il veneziano è arcistufo di questo lassismo che dura da decenni, finalmente sembra che qualcosa si stia muovendo grazie al Coordinamento per Venezia...a breve ci faremo di nuovo sentire con nuove manifestazioni, sperando che sempre più cittadini ci daranno il loro appoggio come è stato per Calatrava e la manifestazione del 6 ottobre....forza ragazzi andiamo avanti ! Vice Presidente Aqva Alta Massimo Fadalti Commento di : Gigio Zanon 2007-10-14 10:20:53 COMMENTI dopo l’arrogante considerazione che ha fatto il sign. Vinello nella sua qualità di referente per Venezia di: Legislazione speciale per Venezia; Risorse umane e organizzazione; Automazione; Bilancio e Bilancio partecipativo; Politiche finanziarie; Traffico acqueo; Artigianato; Servizi demografici e statistica; Polizia municipale; Economato, ai giovanotti che hanno steso i lenzuoli per Venezia come civile protesta per le innumerevoli mancanze perpetrate da questa compagine amministrativa, mi chiedo quale sia stata la capacità organizzativa per eliminare – almeno in parte – il profondo degrado in cui versa la nostra Città dopo oltre trent’anni di gestione da parte di lor signori! I giovani che hanno indetto questa manifestazione più che civile e pacifica lui li considera “di destra”! Ma già: probabilmente lui è abituato alle manifestazioni incivili e violente dei SUOI ragazzi di sinistra! E per tale motivo chiunque non agisca come i suoi ragazzi è di destra! Invece di sparare simili … frasi atte solo a prendersi una … “grillata”, ci dica cosa ha fatto per ovviare all’invasione degli abusivi, dei falsi mendicanti, dei borseggiatori, ecc. cosa ha fatto contro il moto ondoso causato dal traffico acqueo, cosa ha fatto per l’artigianato, per tutte le altre deleghe che sono in suo possesso! Quando per bloccare gli abusivi sarebbero sufficienti un paio di pattuglie alla ferrovia e al piazzale Roma e chiedere – intanto – ai porta-borsoni almeno le bolle di accompagnamento delle merci che trasportano… Ma è mai possibile che lui e i suoi colleghi non si accorgano del grave degrado in cui versa Venezia? Se è questa la sinistra che ci amministra… allora è meglio decisamente la destra! Una cosa sola spero: che se ne vadano al più presto e che arrivino ad amministrarci quei stessi giovani che egli osteggia! Gigio Zanon Commento di : Pietro Bortoluzzi 2007-10-14 10:20:05 COMMENTI Esprimo con convinzione il forte plauso ed il pieno sostegno al Coordinamento per Venezia che ha oggi saputo organizzare a Venezia la riuscita Manifestazione contro l’Illegalità, dimostrando in modo solare come contro l’attuale situazione di degrado della politica e della amministrazione cittadina ormai i residenti stiano finalmente cominciando a reagire con forme di protesta democratiche ed evidenti, che testimoniano la speranza di un futuro diverso per una Venezia che non si vuole abbandonare ad una indecorosa morte, ed il fallimento di chi in modo supponente ma inefficace la amministra (male!) da anni. La partecipazione alla manifestazione, realizzata in modo autonomo da qualsiasi strumentalizzazione politica, dimostra che in laguna esistono (fortunatamente!) ancora veneziani, ideologicamente tanto di destra quanto di sinistra, non del tutto lobotomizzati o totalmente compromessi con il sistema politico-amministrativo-economico che sta stritolando Venezia. Da parte mia e del gruppo consigliare che ho l’onore di rappresentare, nessuna paura ad esprimere solidarietà nei confronti di queste associazioni e di questi cittadini, che non dimostrano disgusto contro la politica in generale, ma contro il modo vergognoso in cui viene rappresentata a Venezia. E a noi, eredi di quel movimento che favorì la Legge Speciale per Venezia e che per primo coniò, per avversarlo, il termine partitocrazia, questa rinascita di operatività e di voglia di fare per la difesa ed il decoro di Venezia, che attacca chi non ha saputo in questi ultimi anni interpretare in modo efficace i suoi ruoli politici ed amministrativi, non fa paura, anzi: perché dalla nostra parte c’è la coscienza di aver fino ad oggi, nel poco spazio che c’è stato concesso, lottato proprio contro il medesimo nemico, per gli stessi obiettivi, svolgendo degnamente (anche se purtroppo spesso troppo soli) il nostro compito, con tutte le nostre forze. Per una Venezia degna della sua storia, e rivolta ad un nuovo futuro, non posso quindi non esprimere la mia totale solidarietà agli organizzatori ed ai manifestanti, che oggi hanno – con un semplice lunghissimo lenzuolo – dimostrato che non è impossibile impedire ai venditori abusivi di esercitare illegalmente le loro attività. Basta presidiare il territorio. Pietro Bortoluzzi Commento di : Giampaolo Toso 2007-10-10 15:23:25 COMMENTI Vi informo che anche una nostra iscritta è stata scippata. Per fortuna che l'altro giorno il nostro vice sindaco ha detto che di borseggiatori se ne vedono di meno in giro Commento di : maria pertile 2007-10-08 21:10:34 COMMENTI RICORDIAMOCI DELLE ROSE DI LEPANTO, AMICI. STUPENDE. UNA VITTORIA, COME UNA ROSA, DURA UN GIORNO, MA E' PER SEMPRE. CHI C'ERA, IERI OGGI DOMANI, LO SA. RICORDIAMOCI DELLE ROSE DI LEPANTO. AVANTISANMARCO maria Commento di : kociss 2007-10-07 16:57:11 COMMENTI caro marco,purtroppo io per correttezza non posso fornirti i nomi di chi mi ha riferito la situazione che io ho esternato ma nell'ambito delle nostre leggi italiane,regionali e comunali tutti questi signori agiscono nella legalita'cioè sono perfettamente autorizzati ad operare-Il turismo di massa ormai è un busisness da migliaia di miliardi,come la droga e la prostituzione solo che fino a questo momento era sempre stata considerate un 'economia pulita- anzi tutte le ultime giunte comunali hanno giocato proprio sul fattore numerico cioè piu' gente arrivava a venezia e meglio era,richiamata con ogni piu' squallido espediente-fino a che il livello medio del turista si è abbassato al punto tale che tra scatolettisti e chi si ferma a scommettere con loro la distanza non è poi cosi quantificabile-lo stesso vale per le borse taroccate-ha ragione il vice sindaco vianello che adesso si tratta di giocare col fuoco a toccare anche una singola pedina del gioco perverso che si sta mangiando la città ma io MI DOMANDO:COME ABBIAMO POTUTO RIDURCI COSI??? e si' che in tutti questi anni la direzione che avevano preso la città e il territorio non erano cosi difficili da interpretare!!- Commento di : Veneto Serenissimo Governo 2007-10-06 10:32:00 COMMENTI Veneto Serenissimo Governo Ufficio di Presidenza Perché è giusto che il giorno della Vittoria di Lepanto diventi patrimonio di tutto l’Occidente Ben 436 anni or sono, centinaia e centinaia di volontari di tutte le età e di tutte le classi sociali, sono partiti dalle loro case, hanno lasciato il loro lavoro, la loro famiglia e tutto ciò che amavano per andarle a difendere lontano giorni e giorni di navigazione. I più il mare lo avevano sentito solo nominare in qualche racconto; pochissimi tra loro si conoscevano e soprattutto moltissimi non erano neanche soldati di professione, ma semplici uomini di buona volontà che sentivano il bisogno di lottare per qualcosa che credevano e cioè la libertà. La libertà di vivere nella terra dei loro padri, con le loro tradizioni, inseriti in un contesto storico- politico e sociale forgiato in secoli di consuetudini tramandate e difese perennemente dai loro antenati. Il Veneto e l’occidente in quegli anni erano minacciati dalla pressione del mondo islamico e gli atti di crudo terrorismo nel mediterraneo facevano da avanguardia alle richieste di sultani sempre più arroganti. Il nemico era arrivato, sospinto dalle leggende dell’inaudita ferocia che lo accompagnavano, e che si riveleranno persino inferiori alla realtà . Basti pensare alla perla del mediterraneo, Cipro, alla sua capitale Nicosia, con migliaia di innocenti civili decapitati e soprattutto all’assedio di Famagosta con tutti i suoi eroi, primo fra tutti il comandante Marcantonio Bragadin spellato vivo in un sol pezzo dalla nuca ai piedi per aver difeso assieme a tanti bravi soldati la loro fortezza. Di fronte al vigliacco voltafaccia del comandante nemico che non rispettò i patti presi durante le trattative ( oltretutto non riconosciute dal comandante Bragadin, perchè costretto dagli eventi ad accettarle),e dopo le continue torture subite, non rinnegò mai la Patria Veneta e la sua fede cristiana. Gli atroci avvenimenti di Famagosta furono l’occasione per unire le forze occidentali nella lega voluta da Venezia e dal papa per arrestare l’onda d’urto del califfato e dei loro sogni di un mondo sottomesso alla mezzaluna. A Lepanto, “ il più grande evento che videro i secoli”, il genio ed il sacrificio del mondo occidentale trionfò e riuscì a fermare l’oscurantismo politico-religioso per molti anni. Il 21° secolo si è affacciato al mondo con la tremenda sembianza della morte: New York, Madrid, Londra,Gerusalemme, Afghanistan, Iraq, Mosca, Istanbul, Giacarta, Mar rosso, Darfur, Somalia, Sudan, Kenia, Libano, Iran, ecc. ecc. Solo degli irresponsabili ( o sarebbe meglio chiamarli collaboratori) possono affermare che in questo stesso momento non esiste una guerra globale tra chi lotta per difendere la libertà e chi invece lotta per portare l’umanità alla sottomissione. Di fronte a crimini efferati che vanno dalla decapitazione di registi nel centro delle nostre più libere capitali davanti a decine di testimoni inermi e disarmati dalla paura, all’eccidio dei piccoli innocenti in Ossezia,( per citarne qualcuno) il mondo del progresso, della libertà , della democrazia ecc. ecc., il caro vecchio occidente è capace di dimenticarsi tutto, lo ignora, fa finta che tutto ciò non sia mai accaduto, non ha tempo, non lo ha colpito nel suo particolare interesse, tutt’al più manda un po’ di fondi per le famiglie e si mette la coscienza a posto. D’altro canto i nostri bravi politici non hanno perso tempo a riconoscere proprio in quei giorni le esigenze dei non integralisti, dei “moderati”, dei non sanguinari, e giù riconoscimenti, e giù dialogo, come se le terre dell’oscurantismo iconoclasta fossero proprio nella cara vecchia Europa. Sono certo che le persone intelligenti darebbero nome a tutto questo “strategia”. Eppure fra le truppe eroiche di Lepanto, non mancava la paura perché questa è cosa umana; basti ricordare il famoso dialogo tra il comandante della lega, il giovanissimo Don Giovanni d’Austria ed il settantacinquenne ammiraglio comandante delle navi venete Sebastiano Venier: “Che si combatta?” chiese .“Et necessità e non si può far di manco” rispose l’anziano ammiraglio. L’arma che il terrorismo islamico è riuscito a conseguire nel 21° secolo e che a mio avviso è la più potente che potessero avere sta nella codardia e nello stesso tempo nell’interesse esclusivo di una classe politica e non solo, europea che manovra la più grande gara dei tempi nel denigrare, nell’oscurare o meglio ancora censurare la nostra storia, le nostre radici e tradizioni, indirizzando le nostri genti in balia di un relativismo insolente e farneticante, mitigando così sempre più il nostro spirito di difesa, spianando sempre più la strada alla frantumazione delle nostre radici giudaico cristiane, eterno baluardo al caos. Che dire poi a riguardo dei “guardiani” della nostra fede che di fronte all’innocua , ma veritiera presa di posizione di Ratisbona hanno fatto cantare il gallo all’infinito? Il Veneto Serenissimo Governo invita a riflettere sulla grave crisi morale e politica che l’occidente sta attraversando esortando tutti ad attualizzare le vicende che la storia si accinge a riproporre. Lepanto, Famagosta ,Vienna,Belgrado, Buda ecc devono essere punti fermi nella lotta al terrorismo per trovare nuove ispirazioni di fronte alla grave crisi identitaria che attraversa tutto l’occidente, altrimenti sarà inevitabile che le nostre capitali ricche di storia e di tradizioni secolari, seguano l’inesorabile via di Antiochia ,Alessandria, Costantinopoli. Il Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica si è eretto sin da principio come baluardo contro chi si oppone al vero progresso delle nostre terre ed è e, (grazie alla protezione di San Marco e del proprio patrono Beato Marco d’Aviano) sarà il solo punto di riferimento per tutti quei veneti che si riconoscono nei millenari esempi di straordinaria dignità e sacrificio che i nostri antichi eroi seppero infondere nelle generazioni venete passate, per un Veneto futuro indipendente e libero dalla demagogia e dalla retorica rampante dei nostri tempi. Gloria agli eterni eroi di Lepanto e Famagosta Gloria a S. Marco ed a Beato Marco d’Aviano Viva il Veneto indipendente. Per il Veneto Serenissimo Governo Il Vicepresidente Vicario Plenipotenziario Luca Peroni Veneto Serenissimo Governo Casella Postale 64 36022 – Cassola (VI) pepiva@libero.it - kancelliere@katamail.com tel. 3491847544 – 3406613027 www.serenissimogoverno.org Commento di : Marco 2007-10-06 00:00:38 COMMENTI Kociss il problema di qualità e quantità insopportabile del turismo che rilevi è reale ed è una delle piaghe più gravi che distruggono la città di Venezia e la sua popolazione. Ma ciò non toglie che la manifestazione di domani e il problema della illegalità non siano reali e da affrontare. E' anche vero che in un certo senso sono collegati, perchè se non ci fossero questi milioni di turisti probabilmente non ci sarebbero neanche queste centinaia di individui che arrivano ogni giorno per operare in attività illegali di vario tipo (borseggiatori, vu cumprà, mendicanti etc.). Ma ci sarebbero anche se il turismo avesse una dimensione meno di massa e più di qualità. E quindi trattandosi di attività illegali e non causate dalla indigenza (gente che raccoglie in nero anche mille euro al giorno) e contrarie al decoro e alla dignità della nostra città, trovo che sia giusto mobilitarsi perchè venga rispettata la legge e Venezia stessa. Questo per quello che vediamo alla luce del sole. Per quello che invece tu denunci nel tuo post, cioè di questa sorta di mafia del turismo straniero, mi piacerebbe saperne di più ed avere informazioni e avendole poi divulgarle. Se così fosse dovremmo dirigere i nostri sforzi e le nostre manifestazioni più in profondità. Intanto domani cerchiamo di pestargli i piedi. Commento di : kociss 2007-10-05 10:28:45 COMMENTI quando un soggetto contrae la peste,per esempio,i sintomi piu rilevanti ,convulsioni delirio,devastazione del fisico,compaiono molto prima dei famosi bubboni che contrddistinguono la malattia-Nel caso dei neri che rompono i coglioni e dei borseggiatori devo dire che sono la conseguenza naturale del maturarsi di un'infezione pestilenziale che affligge la citta'-io vorrei dire al sig.vianello che i lancioni se li parcheggi davanti a casa sua e la smetta di parlare a sproposito-però io dico che c'e'della verita' nel commento che ha fatto-Il sig.natale forse ha un banchetto ma io no ,sono solo un cittadino-Bene allora che io mi permetta di dire che è vero che se la citta' non fosse invasa da una massa di turisti di vomitevole qualita'non sarebbero neanche inseguiti da un codazzo di malaffare che ben si alimenta in questa fogna-AVETE NOTATO CHE IN CITTA'NON ARRIVANO PIU NEMMENO TURISTI ITALIANI? IL TRAFFICO E? IN MANO A TOURS OPERATOR PSEUDO_SLAVI CHE ACCOMPAGNANO LE LORO INFINITE COMITIVE DI DISGRAZIATI A COMPRARE LE BORSE DIRETTAMENTE DAGLI ABUSIVI O NELLE CATENE DI MASCHERE ORRENDE ED ALTRE PORCHERIE CONTRAFFATTE MESSE IN PIEDI DA LORO CONNAZIONALI CHE IMPORTANO LA MERCE DIRETTAMENTE DAI LORO PAESI!!!!IL BUSISNESS DI QUESTE MASSE dI CARNE UMANA PASSA ANCHE TRAMITE LA TERRAFERMA_CATENE DI DORMITORI LOW COST;CAMPEGGI E CAMERE ABUSIVE MESSE IN PIEDI DA PRESTANOMI ITALIANI E FONDI RUMENI;E INNUMEREVOLI ALTRE COMBINAZIONI COMPRESI I BRAVI ALBERGATORI JESOLANI;CI SCARICANO ADDOSSO TUTTO QUESTO E I LORO DERIVATI_ALLORA DOMANI;CONTRO COSA SI PROTESTA? Commento di : Natale Vianello 2007-10-03 14:17:37 COMMENTI sarò presente alla manifestazione,anche per gridare il senso di schifezza dovuto all'esternazione del vice sindaco Michele Vianello letto sul gazzettino di oggi.Non voglio strumentalizzazioni sulla protesta,infatti il vice insiste con la sua paranoica idea di togliere i lancioni dalla rivae che (polemiche a parte)sembra sia la causa di metà invasione di questi figuri:mi domando allora in calle XXII marzo,dove non ci sono lancioni,quelli che vediamo sono allora delle allucinazioni???????Se i famosi tiket fossero rimasti al comune allora sarebbero spariti tutti??Eviterei polemiche ma sopratutto di parlare con questi personaggi che non si rendono forse conto deela realtà:la gente onesta,quella che paga le tasse e che stà zitta per educazione è quella che poi se lo prende a bottega,quindiè meglio che stiano buoni che se ci s'incazza............Fa ridere vedere la pantomima della "guardia e ladri" e le botteghe abusive a fianco di quelle regolari e questi personaggi:ma dove vivono????????Peccato che no si può querelare odenunciare per manifesta stupidità.Mi fermo qui per non rovinarmi la digestione!!!!!!!!! Natale Commento di : alessandro 2007-10-03 10:09:41 COMMENTI Commemorare è un'occasione per riflettere. Sarebbe interessante cercare analogie tra la situazione di allora e la situazione di oggi. Quali nemici, quali confini da difendere, quali alleati, quali interessi comuni? Questo immenso archivio di esperienze che è la Storia dovrebbe forse far riflettere per trovare nuove strategie per il futuro. La capacità di "fare sistema" ebbe successo nel 1571 (altri discuteranno a lungo di chi fu il merito di quella tragica vittoria), mobilitando stati, eserciti, persone e risorse economiche. Di cosa è capace oggi Venezia? Che mentalità prevale nei veneziani? Qual'è e quale sarà il ruolo di Venezia nei prossimi anni? Cosa ci resta della "lezione" di Lepanto? Commento di : maria pertile 2007-09-22 18:18:27 COMMENTI Mi interessa molto questo tema dei piccioni però per favore fate qualcosa perché non si legge la schermata, è tutto nero su nero (la mia imperizia informatica è assoluta, chiedo scusa fin d'ora del disturbo!). Ciao architetto! maria Commento di : Marco Morin 2007-09-19 09:49:20 COMMENTI Aria fritta, rifritta Forse perché il “Decoratore” (Salvadori) opera in seno ad un organismo, il Comune, capace di dissipare milioni di euri per cose praticamente inutili e che non è in grado invece di portare a termine interventi necessari. Fra i tanti ricordo un tentativo di derattizzazione iniziato molti mesi or sono con l’individuazione e l’evidenziazione con vernice celeste dei numerosissimi pertugi presenti nelle calli e presumibili passaggi o tane per topi e toponi. Pertugi poi in piccola parte otturati ma in parte rimasti aperti e in bella mostra. Quando, al posto dei provinciali e velleitari cartelli “VENEZIA città denuclearizzata” che ci accolgono sulle principali direttive di accesso, troveremo quelli che annunziano “VENEZIA città derattizzata” potremo tirare un sospiro di sollievo. Anche e soprattutto perché, se l’indicazione fosse corretta, l’attuale amministrazione comunale (insieme ai componenti di quelle precedenti) dovrebbe essere sparita. Commento di : alessandro 2007-09-19 09:23:43 COMMENTI Da quando abito a Venezia (1991) mi sono capitate un pò di cose...Ho fermato uno scippatore ai Frari; ho contribuito ad identificare il fantomatico "cazzeggiatore" (ve lo ricordate quel tipo che andava in giro di notte con un pennarello indelebile a disegnare simboli fallici?) fornendo l'identikit ai Carabinieri; ogni volta che ho riscontrato situazioni di degrado e rischio (parlo di siringhe trovate sotto casa, vera da pozzo utilizzata come nascondiglio per spacciatori) ho informato le forze dell'ordine, ma anche il Comune ed Insula, che hanno provveduto a richiudere il sigillo del pozzo; quando mi sono trovato delle schifosissime affissioni abusive attorno e sulla mia abitazione, ho provveduto personalmente a rimuoverle; ho spaccato i maroni ai condòmini ma alla fine sono riuscito a ridurre il numero di antenne sul tetto. Quindi ho intrapreso e vinto la battaglia contro canne, comignoli e tettoie in cemento amianto che mi trovavo, a mio rischio, vicino alle finestre; una bella ripassata se l'è presa anche l'organizzatore della "festa dell'unità" (tutto rigorosamente minuscolo) quando si permise di far passare una treccia di cavi di alta tensione sui prospetti della mia abitazione (ma con certa gente come fai a parlare di "violazione" e di "proprietà privata" ?). Poi è toccato all'ENEL e anche lì a colpi di lettere sono riuscito a far interrare tutta la rete elettrica attorno a casa (con l'aiuto della Soprintendenza), così che adesso non ci sono più osceni cavi volanti (vedere per credere). Inutile dire che se si brucia una lampadina in un lampione, si intasa una forina, si rompe la pavimentazione stradale, provvedo a chiamare per un pronto intervento. Tempo fa ho messo in luce il problema dello spreco di acqua dalle fontanelle in giro per la città (argomento che in breve è passato dagli articoli di giornale alla scrivania dell'assessore Rumiz). Ne avrei ancora altre da raccontare e ne avrò ancora da fare... Sempre e comunque ci ho messo la mia faccia,il mio nome, le mie mani e il mio tempo (e anche un pò di denaro); sempre e comunque mi sono rivolto alle istituzioni (Comune, Soprintendenza, Insula, forze dell'ordine, Vesta, Enel, Italgas...): ho agito di mia iniziativa solo quando ho preso atto che esse non rispondevano. Lontano da manìe di protagonismo, cerco di vivere attivamente il ruolo di "cittadino" e, nella cerchia di amici e conoscenti, cerco di diffondere questa mentalità. Questo blog dei Giovani Veneziani è un ottimo strumento per confrontare ma anche per diffondere idee ed esperienze, con effetti (credo) di più ampia portata rispetto ad una borghesissima "ronda" notturna o diurna. Non occorre credersi angeli, basta sentirsi cittadini (...e da qui, qui non arrivano ordini a insegnarti la strada buona, e da qui, qui non arrivano gli angeli...) Commento di : maria pertile 2007-09-18 20:54:22 COMMENTI Mi pare un'iniziativa di grande valore sotto tutti gli aspetti, per cui cercherò di esserci e continuerò ancor più volentieri ad esser cliente della Linea d'acqua. Quando posso, e quando è aperto, vi scopro e vi compro (quando posso!) cose molto speciali: ho sempre ammirato quel negozio, dove tra l'altro c'è sempre o un Bach (Goldberg a manetta!) o un Vivaldi o altre meravigliose musiche; quel che scopro qui sul sito GV è che i due veneziani hanno dato vita ad una casa editrice. A Venezia. Di questi tempi. Che bello!!!!! Complimenti e grazie maria Commento di : maria pertile 2007-09-17 22:04:04 COMMENTI Quello che dici è molto giusto, caro Giampaolo, e lo dici con la consueta pacatezza e chiarezza. Mi sono stupita del fatto che quella degli angeli non è stata presentata come una provocazione ma come una cosa seria, responsabile e attuabile, che quei pochi presenti l'altra sera al Bel Sito si siano sentiti i paladini della situazione, gli ultimi combattenti, e che nessuno si sia chiesto come mai per un problema di tale enormità come la sicurezza e l'ordine, la vita stessa di Venezia, fossimo in così pochi. Mille altre considerazioni, dopo quella sera, ma te le scriverò con più calma. Intanto grazie e buon lavoro. Avantisanmarco. maria pertile Commento di : Marco Celio 2007-09-17 12:10:40 COMMENTI bell'articolo. purtroppo il discorso, seppur validissimo, resta tra quelli che continuano a ripetersi... interrogativi cui nessuno da risposta. questo sarebbe da chiedere, il motivo per cui un cittadino deve vedersi ignorato, una persona non vede tutelati i sui diritti e la sua idea di morale per l'altrui scarsa professionalità. Non servirebbero neppure azioni radicali, basterebbe un'azione costante. Però forse ora, finalmente, con Salvadori avremo piazza san marco gioiello della nazione! Commento di : alessandro 2007-09-12 14:59:52 COMMENTI Io non volevo suscitare l'ennesima discussione sulla rovina inesorabile della Serenissima. Volevo semplicemente parlare delle "micro-responsabilità" che ognuno di noi ha nei confronti della città. Intendo dire: se ognuno di noi facesse la propria parte, se ognuno si dedicasse al proprio "pezzetto di Venezia", probabilmente l'immagine complessiva sarebbe decisamente migliore. Dopo il distacco delle vacanze estive, con lo sguardo disabituato a tanto degrado, mi sono imbattuto nel nuovo negozio di calzature al Ponte dei Giocattoli (tiè!) e ho pensato "guarda un pò questi: sostituiscono un'attività commerciale storica, con tanto di articoli sui giornali, e non hanno nemmeno la decenza di presentarsi con un'immagine rispettosa della città e della gente". La stessa indecenza è riscontrabile un pò dovunque a Venezia. Valgano, per tutti, lo stato pietoso in cui versano il portico degli Oresi (tra asfalto e baracche fatiscenti coperte di affissioni) e i due corpi di botteghe del ponte di Rialto (marmi sbriciolati, tende di ogni sorta, fari alogeni da sagra paesana, elementi lignei fatiscenti, scritte e graffiti...). Lorenza ha perfettamente ragione: ci sono questioni più gravi da affrontare e tutto sommato un negozio di scarpe fa comodo. Ma c'è modo e modo di lavorare e di proporsi alla clientela: un primo confronto impietoso andrebbe fatto tra le cosiddette "grandi firme" che estendono la loro immagine anche al di fuori delle vetrine e le "botteghe oscure" che quando va bene danno una lustrata frettolosa alle vetrine e buonanotte, chi se ne importa se (frequentissimo) sul pannello esterno si intravede la sagoma della vecchia insegna del precedente esercizio commerciale disegnata dalla sporcizia. Poichè per lavoro mi sono imbattuto spesso in titolari di negozi che dichiaravano apertamente “Tanto i turisti entrano lo stesso, mi no gò schei da spènder per niente”, limitando i lavori di rinnovamento del negozio ad un modestissimo stucco-e-pitura-fa-bea-figura, ho capito che in fin dei conti è una questione di mentalità, e pure ben radicata. I vecchi, poveretti, si sa come sono fatti: tutti auspicano un cambio di mentalità nel passaggio da una generazione all'altra. Quello che fa più incazzare è vedere dei giovani che aprono o rilevano attività e locali senza cambiare una virgola rispetto al passato, persone che tramandano ai loro figli la stessa mentalità parassitaria dei loro padri: perchè vivere Venezia se è sufficiente usarla? Commento di : Giampaolo 2007-09-11 21:47:59 COMMENTI Ma Lorenza, l'indecenza non è propria solo dei turisti... io faccio gare di sci e vado ad allenarmi in Val Pusteria. Beh lì nessuno immagina di buttare carte per terra o di scrivere sui muri. E' qui il grave...la mancanza completa di interesse per la città che per primi i veneziani hanno... Penso che Venezia abbia due principali e sottolineo principali tipologie di persone che ci vivono. La prima i veneziani arricchiti, che bene o male però hanno interesse a tenere pulita la città almeno in facciata in quanto con questa ci vivono. La seconda i benpensanti che non vogliono sporcarsi le mani.Persone che hanno posti di rilievo e che la bramosia di potere all'interno delle varie istituzioni non li fa interessare alla città che li ospita. Questi sono focalizzati su se stessi e non gli può interessare minimamente di reagire contro una situazione che per primi loro hanno creato. Noi dobbiamo reagire a questo stato di cose, reagiamo portando il nostro amore per la città nei vari salotti che frequentiamo, nei bar, tra gli amici nelle piazze...la forza che ci accomuna è l'amore per la nostra città e il rifiuto di vederla morire... Commento di : lorenza 2007-09-11 18:56:25 COMMENTI ...poi scusate ma io aggiungo;si è mai vista una città italiana ridotta come venezia? un'accatastamento di baracche di venditori abusivi,gente che dorme per terra sui marciapiedi di tessera aspettando un mezzo che li scarichi a venezia,ormai i mezzi pubblici della terraferma sono ad uso esclusivo delle masse di straccioni che affluiscono dai campeggi improvvisati,impedendo ai pochi che ancora vengono a lavorare a venezia di usufruirne.la città è ormai un cesso isolato in balia di chi investe i proventi di attivita' illecite aprendo catene di attività indecenti esplicitamente rivolte a queste masse-e basta con questi diritti pseudo democratici concessi a chiunque!altro che dettagli! qui occorre fare piazza pulita- Commento di : lorenza 2007-09-11 17:16:20 COMMENTI scusate,ma in fondo un negozio di scarpe lo si apre in qualsiasi normale centro urbano. quello che è veramente inspiegabile secondo voi,non è l'esistenza concessa ai mille negozi di vetro e maschere contraffatte,alle rendite miliardarie di chi appronta campeggi lager alle porte di mestre e riversa sulla citta'montagne di vagabondi low cost che devastano venezia gratuitamente,'delle migliaia di camere in affitto in barba a qualsiasi legge antiterrorismo e a molto altro.. le pietre degli stabili che si polverizzano,e molte molte altre porcherie che sono sotto gli occhi di chi vuole vederle.in fondo è vero che un altro negozio della mia infanzia ha chiuso i battenti ma,rispetto alla catastrofe che coinvolge l'intera citta'concludo che un paio di scarpe in fondo può servire anche ad un residente. Commento di : Marco 2007-09-11 11:56:47 COMMENTI Caro Alessandro, grazie della mail. Trovo molto condivisibile quello che scrivi, io attraverso anche la Consulta per il Decoro, che però è inattiva da mesi per vari motivi, e prima di tutto attraverso i Giovani Veneziani avevo proposto una campagna contro le scritte spray che prevedesse però fra i suoi punti fondamentali la richiesta ai negozianti di mantenere il decoro all'esterno dei loro locali ed in particolare ridipingere le serrande e ripulire i muri imbrattati. Avevo parlato di questo anche con una associazione di commercianti. Poi non se n'è fatto ancora nulla. Anche i negozianti devono impegnarsi per la pulizia della città, alla sera girando per venezia non c'è serranda che sia decorosamente tenuta. Purtroppo sembra che il decadimento di Venezia corrisponda anche ad un decadimento culturale e comportamentale della sua popolazione. Ed è anche li che noi dobbiamo andare ad intervenire. Non basta criticare l'amministrazione, qui c'è un problema più profondo. Commento di : Giampaolo 2007-08-17 16:02:23 COMMENTI Francesco, non si tratta di quanti soldi, ma per che cosa questi vengono spesi. Come associazione ci siamo mossi a favore della sublagunare per esempio ritenendo che tale opera anche se costava molto più del ponte sarebbe stata di utilità enorme per il rilancio di intere zone di Venezia. Come vedi e ripeto si tratta di fare progetti di reale rilancio dell'immagine di Venezia. in cifre? Aeroporto Venezia ora 60 minuti con la Sublagunare 8 minuti. P.Roma Strada nuova adesso 5 minuti con il ponte 4 minuti... Beh non è lo stesso rapporto costi benefici no? E' per questo che diciamo che i soldi vanno spesi ma in modo intelligente! Ciao Francesco Commento di : francesco 2007-08-17 09:54:50 COMMENTI Ciao Giampaolo, certo mi rendo conto che la mia difesa a favore del Ponte di Calatrava non è granitica. Condivido infatti il tuo assunto secondo il quale non basterebbe costruire un ponte nuovo per risvegliare automaticamente l'animo di tutti i Veneziani. Però, ripeto, secondo me quel ponte può giocare la sua piccola parte nell'ottica di ottenere un grande risultato. (certo: visto quello che è costato avrebbe dovuto risolvere da solo tutti i problemi della città..tuttavia sto cercando di far in modo che il mare di critiche piovute addosso al ponte non offuschino quello che secondo me ne è un aspetto positivo). Confido infatti che il Ponte di Calatrava sortisca almeno un effetto indiretto che proverò a descriverti con una (brutta) metafora. Alle persone malate talvolta si prescrivono delle cure (magari anche soltanto placebo) solo per dar loro l'impressione "che si può fare qualcosa" e che la loro malattia è curabile. Il Ponte di Calatrava può essere assimilato a quel placebo. In quel ponte spero che qualcuno veda la conferma che Venezia non sta aspettando con rassegnazione la sua fine, ma che viceversa è ancora una città capace di immaginarsi un futuro, di pensare a cose nuove, di mantenersi viva. Cosa volete che vi dica..ci sono passato sotto e questo è quello che mi è venuto in mente. D'accordo che sarò un visionario, d'accordo che probabilmente era meglio spendere quei soldi altrove, d'accordo tutto quello che volete ma, a mio avviso, se qualcun'altro trarrà un messaggio del genere da quel Ponte (o dal MOSE, o dalla monorotaia del Tronchetto, etc.) allora non si sarà trattato di soldi spesi male. Specie se quello stimolo verrà raccolto e tradotto in altre iniziative di rilancio della città (magari meno costose..) saluti a tutti, Francesco Commento di : Giampaolo 2007-08-17 09:22:41 COMMENTI Francesco, anzitutto ciao... Come hai detto tu è una questione di priorità. Il ponte non era una priorità. Anche perchè inserito in un tessuto, quella parte di Venezia, non più veneziano. Il nuovo in una città come Venezia ci deve essere, ma il senso del nuovo deve essere portato all'interno della società veneziana per rinnovare proprio la stessa. Credimi Francesco non credo che con un ponte si raggiunga questo risultato. Il ponte è fatto per i turisti ancora una volta. Per quel che riguarda il MOSE criticabile o meno cerca di risolvere uno dei tanti cancri di Venezia. Ma quel ponte? Un ponte che non è stato capace di risolvere neppure i propri di problemi. Comunque noi Giovani Veneziani siamo contenti che vengano scritti post critici e rispettosi... da parte di tutti noi bentrovato! Commento di : matvenessiacom 2007-08-16 11:51:02 COMMENTI Un grazie anche da parte mia! E tutti pronti per l'inaugurazione: un'altra occasione per poter manifestare tutta la nostra disapprovazione contro la Giunta Comunale! Commento di : francesco 2007-08-16 11:34:40 COMMENTI Ciao a tutti, è da circa un anno che cerco di tenermi aggiornato sulle vostre iniziative, pur non avendo mai potuto partecipare ai vostri incontri per impegni vari. Sto ancora cercando di capire se sono di più le vostre campagne alle quali aderisco o quelle alle quali non aderisco. Sul Ponte di Calatrava, ad esempio, sono il primo a non avere ancora le idee molto chiare. In linea di massima quando mi domando "cos'è che può salvare Venezia dalla'agonia" propendo per una terapia d'urto, per qualsiasi cosa che sia in grado di invertire quel sentimento di disfattismo e di rassegnazione che pare animare il sentimento di molti nostri concittadini. Ciò anche a costo di "stuprare" la città, di shockarla, di svegliarla. Il tutto ovviamente con criterio, nell'ottica di un disegno politico a lungo termine e non improvvisato. Ora: io non so se il MOSE o il Ponte di Calatrava (tanto per citare due esempi dei suddetti "stupri") rientrano in un disegno politico come da me sopra auspicato. Ma sono indubbiamente due cose "nuove" e io sono dell'idea che Venezia abbia disperato bisogno di cose "nuove". Trovo infatti non solo inutile, ma perfino dannoso certo conservatorismo di facciata (di cui Salvadori è un alfiere). Certo: le tradizioni vanno salvaguardate (e mi rattristo ad esempio per la fine che ha fatto al sagra di San Giacomo) ma a chi giova mettere bandierine con il Leone di SanMarco sui tetti dei pontili ACTV?!? Alla tradizione?!? Non credo proprio. Venezia, i Veneziani non hanno bisogno di quelle bandiere. Quelle bandiere sono soltanto un bersaglio in più offerto alle macchine fotografiche dei Giapponesi. Nelle città "vive" non ci si limita a mettere bandierine: viceversa si costruisce, si modifica, si evolve ciò che già c'è. Ora: è chiaro che Venezia ha le sue (infinite) peculiarità e che lo spazio di azione è ridotto, ma la levata di scudi che si alza ogni volta che qualcuno azzarda ipotizzare qualcosa di nuovo (es. Caltrava, Heineken Jamming Festival, etc.) è sintomo di un atteggiamento che, a mio modestissimo parere, è sbagliato. Esempio: Mose. Anche a me dispiace che sparisca il "Baccan" per via del MOSE. Ci sono andato una miliardata di volte a giocare a calcio e mi mancherà. Ma è più importante il Baccan o difendere dall'acqua alta le scale di casa nostra, i magazzini, i negozi? Il che, tradotto, vuol dire: è più importante il Baccan, l'ecosistema lagunare, lo status quo o è più importante combattere una delle cause dello spopolamento della citta? Voglio essere provocatorio: se (come purtroppo è) sono ormai costretto a scegliere tra sacrificare il Baccan, le seppoine etc. e l'abitabilità del Centro Storico..beh..addio Baccan, addio seppoine e addio a chissa quale altro tipo di pesce risentirà degli effetti del MOSE! Questo perchè io intendo la città non solo come un "contenitore" da mantenere così com'è (case, palazzi, gondole, chiese etc) ma soprattutto come "contenuto" (cittadini). E per me le esigenze dei cittadini vengono prima di tutto (con ovvi limiti inderogabili..tanto per capirci: non abbatterei nessuna chiesa per far case e non asfalterei il Canal Grande per farci parcheggiare sotto casa) Per cui, siccome l'acqua alta è un enorme ostacolo alla vivibilità della città io sono disposto a pagare il prezzo (economico, paesaggistico, naturalistico) del MOSE (che grazie a Dio è alto ma non intollerabile) Tornando al Ponte di Caltrava. Sia chiaro che anch'io avrei preferito che i soldi spesi per costruirlo andassero utilizzati per finanziare, ad esempio, alloggi per residenti (sul modello della Giudecca). Stando al pensiero che ho appena esposto su come la priorità vada accordata ai cittadini e alla vivibiltà della città..ora dovrei liquidare il Ponte di Caltrava come "inutile" e "sacrificabile", così come ho fatto per il Baccan o le seppoine di cui sopra. Ma non è così. Forse anche il Ponte di Calatrava può essere utile, perlomeno indirettamente. A mio avviso infatti il problema di Venezia, oltre che ovviamente "strutturale" è prima di tutto "psicologico": smettiamola di guardare solo a conservare lo status quo, le tradizioni, la storia, ogni segno del passato che fu (la cui scomparsa può al massimo essere ritardata): convinciamoci che se non diamo una scossa al sentire comune la città va definitamente a puttane. Preferisco una Venezia "un pò diversa" ma "viva" a una Venezia "uguale a com'è sempre stata" ma "morta". Per questo dico si al Ponte di Caltrava (e amen per il costo spaventoso), al Mose (e amen per il Baccan e per il cambiamento dell'ecosistema lagunare). Dico "si" nella speranza che diano la scossa da me auspicata. mi scuso per il post esageratamente lungo e dal filo logico forse un pò contorto. saluti a tutti. francesco Commento di : Giampaolo 2007-08-13 19:15:25 COMMENTI Mat, sai benissimo che sui giovani veneziani si può sempre contare per quelle che sono battaglie di civiltà... Mi permetto di ringraziare tutti i Giovani Veneziani che sono venuti e che per forza di cose tu non conosci... Grazie ancora e avanti San Marco! Commento di : matvenessiacom 2007-08-13 15:47:12 COMMENTI Un saluto agli amici Marchino e Giampy ringraziandoli per la collaborazione nella manifestazione di martedi scorso. E' andata bene e sicuramente faremo ancora qualcosa di interessante in futuro. Non è che si possa fare poi molto contro i poteri forti che governano la città e una popolazione mummificata e anestetizzata però abbiamo il dovere (el il diritto) di far sentire la nostra voce e di dare anche noi dei segnali (come fanno LORO). Il Daily Telegraph ha scritto di 1500 manifestanti e il Mundo ha riportato la notizia con molta enfasi. Andiamo avanti così e cerchiamo di sfruttare la possibilità unica che abbiamo di essere a Venezia e quindi di poter essere visibili a livello internazionale alla minima scoreggia che facciamo sperando che qualche mummia in città si svegli e che qualcuno ci aiuti (terraferma, c'è nessuno? Tutti ormai abituati alle comodità della civiltà della macchina?). Avanti così! Commento di : Giampaolo 2007-08-11 19:32:13 COMMENTI Lorenza sei invitata alla festa per la chiusura del centro sociale...ricchi premi per chi prende in testa uno con il tappo della bottiglia Commento di : lorenza 2007-08-11 18:47:20 COMMENTI beh! vedi che allora ci capiamo benissimo? nel caso di c.s.margherita x esempio,la liberta' finisce quando comincia quella degli altri! si vede che tu non ti alzi alle 5.oo!magari per andare a lavorare in fabbrica! Commento di : giacomo 2007-08-11 17:03:47 COMMENTI Gli idranti? Beh direi che puoi iniziare a considerare l'opzione faccio il ponte, ma quello della libertà, per chi ragiona così, a venezia sinceramente non c'è posto, meglio pochi, ma buoni. Venezia Centro Storico si parla qua non si parla di isole, non è una questione di toponomastica, bensì di ripensare all'utilizzo di certe aree. Per vostro dispiacere, vedrai che non chiude, per fortuna aggiungo io. Limitare gli spazi in generale, che siano associati ad ideologie politiche, visto che sono opposte ai fautori di questo sito, mi sembra mordere la coda al cane. Più si cerca di confinare e di limitare l'espressività dei giovani, di qualsiasi colore possa essere e più si svolge il servizio opposto a questa città, che ha bisogno di essere policulturale, democratica e civile. Le norme edili per la sicurezza ci sono e vanno rispettate, se non lo avessero fatto poi si sarebbero aggiunte altre polemiche a mio avviso, ad ogni modo è un punto di vista il tuo, io ritengo invece che c'è un'attenzione diversa per coloro che sono diversamente abili. Detto ciò rimango profondamente deluso, la discussione aperta non porta nessun tipo di riflessioni, se non rimarcare cosa per voi sia sbagliato, nessuna proposta per il rilancio.. Giovani forse, ma solo sulla carta d'identità. In quanto a lorenza, Sono sicuro che ti troverai benissimo in piazza ferretto. Commento di : lorenza 2007-08-10 18:49:54 COMMENTI il centro sociale chiude!!? mi aggiungo al brindisi! e s.margherita?qund'e' che arrivano gli idranti? Commento di : Giampaolo 2007-08-10 14:31:20 COMMENTI Guarda, per i centri ce ne sono e come...te li mostro se vuoi...sai ci sono anche le ISOLE...tipo il lido, murano... si chiama venezia anche quella... la viabilità come al solito...norme preparate in modo standard senza pensare che a Venezia è più comodo un vaporetto come l'uno piuttosto che l'ovovia da uno...il biglietto??? gratis per i diversamente abili!!! gratis Giacomo!!! Meno costoso di una ovovia e forse di meno impatto non credi??? Non sapevo che il centro sociale a Venezia stesse per chiudere...So come aprire la mia bottiglia di Cristal... Commento di : giacomo 2007-08-10 13:11:35 COMMENTI Desertificazione? Di due ristoranti che producono cibo solo per turisti e di qualche negozio che vende magliette e di qualche chiosco che sinceramente a venezia hanno dei prezzi da urlo. Finalmente abbasseranno i prezzi da furto. I centri ci sono? Ma va? Com'è che da 23 anni che abito qua e non me ne sono mai accorto? c'è 1 cinema e mezzo in centro storico, un centro sociale che rischia di chiudere, concerti in città giusto quando arriva venezia suona, locali per ballare non esistono, se fai chiasso a s.margherita la gente protesta. Il divertimento è per tutti gli esercenti che fanno fortune. La sede vostra appunto è per i soci ed è una cosa limitata, per avere spazi dobbiamo fondare mille associazioni diverse per avere degli spazi? Non è così che si risolve la situazione. Sul ponte ribadisco: sprechi e polemiche a parte, a sciare vai in montagna e se sapessi che le nuove normative in materia di edilizia per le opere pubbliche prevedono l'obbligo di considerare anche una viabilità effettiva anche per le persone diversamente abili, faresti meno rumore, il vaporetto c'è, se vuoi paghi il biglietto e attraversi in canale, se non te lo vuoi pagare, o fai il portoghese, oppure userai il ponte di calatrava. Commento di : Giampaolo 2007-08-10 12:38:20 COMMENTI Credo che quello che scrivi sia corretto. Infatti ti invito nuovamente a leggere il nostro statuto c'è tutto quello che hai detto. A breve ci impegneremo a terminare la nostra rassegna stampa, della quale ti omaggeremo volentieri e ti renderai conto di tutte le nostre battaglie che riguardano in minima parte i vu'cumprà. Per quel che riguarda gli spazi ricreativi,ce ne sono molti. Peccato che tante volte siano gestiti male. Noi ci stiamo impegnando a far sì che la nostra sede possa essere, almeno per i nostri soci, un punto di ritrovo e di confronto. Nel nostro "piccolo", come a tutti piace dire, "stiamo facendo il nostro meglio". Ancora sul ponte, non capisco come si faccia a dire "adesso godiamocelo"...l'unico modo per me è quello di vestirmi di tutto punto da sci e usare l'ovovia...sperando che gli handicappati abbiano il buon senso di prendere il vaporetto e scendere alla stazione...non capisco cosa prendono il ponte a fare vista la desertificazione commerciale del percorso post pontem!! Commento di : giacomo 2007-08-09 21:41:32 COMMENTI La mia preparazione può anche essere messa in dubbio, non c'è nessun problema. Io ti parlo da cittadino veneziano, da giovane veneziano e da membro attivo della comunità visto che mi occupo di quello che succede in città tutti i santi giorni, con una piccola differenza: pur non essendo favorevole a questo ponte, cerco di mantenere l'obiettività per ogni cosa, senza colorarla, ne di sinistra ne di destra, ne contro ne pro l'amministrazione. C'è una commissione d'inchiesta del comune per appurare se ci sono stati sprechi, allora dovrebbero farne una nuova per appurare come l'opposizione in comune abbia potuto impiegare 1 anno per eleggere il presidente di commissione, ovviamente tutto un gioco di poltrone.. questi signori ovviamente protestano, ma dimenticano la loro storia recente. In quanto al ponte, ora è fatto, godiamocelo per quello che è, guardiamo a quello che si potrà fare in futuro, con proposte serie non demagogiche e apartitiche, che servano davvero a favorire la ripresa di questa città. Il comune ad ogni modo non ha organizzato nulla se non all'interno del proprio sito web e attivato le misure di sicurezza preventive per il passaggio del concio centrale. Nessuno parla della mancanza di centri di aggregazione per giovani, spazi creativi e attivazione del divertimento. Sotto l'aspetto culturale questa città non ha nulla da invidiare a tante altre che sono sicuramente senza tanti dei nostri problemi. I problemi non sono i Vu Cumprà e credo che i giovani si possano occupare di tante altre cose, a loro ci pensano già con i propri metodi i commercianti. Attivare politiche serie per gestire il turismo e rinforzare un sistema per il ritorno della popolazione rendendo abitabile a prezzi accessibili le case, questi sono temi da affrontare. Il resto, per quanto mi riguarda, sono chiacchere da bar sport. Commento di : Giampaolo 2007-08-09 14:35:31 COMMENTI Sono tornato dalle ferie. Ho letto il libro in vacanza è stato bellissimo. Bellissimo è una parola sbagliata, in realtà è stato proprio sconvolgente... Le cose sono risapute, ma quando le vedi per iscritto e affiancate dalle cifre ti rendi conto della immensità degli sprechi! Leggetelo Commento di : Luca 2007-08-09 12:32:36 COMMENTI Cari amici, l'avvocato dei vù cumprà (persona onesta, comunque)è stato anche Difensore Civico del Comune di Venezia ed il sottoscritto lo ha detto pubblicamente più volte: secondo voi che vuol dire?.....Siamo un Comune dove c'è carenza di democrazia, e l'opposizione si è fatta comprare....ma esiste poi l'opposizione in Consiglio Comunale??? Boh!!! Commento di : CARLO DEL CORSO 2007-08-09 10:44:36 COMMENTI Caro Marco, volevo complimentarmi con te per l'impegno ed il coraggio da te mostrato nella dimostrazione di protesta per gli sprechi del ponte di Calatrava. Era una protesta più che dovuta contro gli sprechi e l'inefficienza di questa amministrazione comunale dimostrati in questo progetto (forse dovremmo chiamarlo "ponte della fava", visto che fa anche rima)e una commissione d'indagine sicuramente lo potrà dimostrare. Dimostrazione di protesta peraltro difficile, perchè guastafeste per tutti coloro accorsi per godersi lo spettacolo , ben orchestrato dal comune(panem et circenses, etc), però ripeto dovuta. Infatti, anche se il ponte si dimostrerà domani di essere una bellissima opera architettonica, e non lo dubito (anche se totalmente fuori contesto: tutto piazzale Roma dovrebbe essere rifatto), resta il fatto della sua poca utilità funzionale e quindi,(sprechi e inefficienza a parte), non prioritaria rispetto ad altri interventi su Venezia. Comunque, congratulazioni Carlo Commento di : Giampaolo 2007-08-08 21:14:13 COMMENTI Vedi Giacomo, la nostra Associazione ha più memoria della stessa amministrazione...leggi veramente prima di parlare il curriculum vitae della nostra associazione e poi distribuisci commenti. Mi spiace veramente che si parli di persone senza conoscere evidentemente bene le iniziative che hanno sostenuto e quelle a cui si sono opposti. A risentirci quando sarai più preparato Commento di : Marco 2007-08-08 17:30:23 COMMENTI Io non ho sentito gli applausi di cui tu parli, tra l'altro se ci sono stati li giudico un po' tristi visto che c'è poco da festeggiare a Venezia in una situazione del genere. I Giovani Veneziani nella questione del Ponte di Calatrava si sono ampiamente espressi in passato fin dall'inizio, criticando non tanto l'opera in sé quanto i costi, gli errori realizzativi e la priorità di altri investimenti rispetto ad un Ponte piuttosto inutile e propagandistico. Ieri in Erbaria c'era una miriade di veneziani liberi senza alcuna etichetta, soprattutto giovani che si sono uniti in una protesta ed erano mossi da un sentimento di grande delusione e preoccupazione verso i grandi problemi incombenti nella sopravvivenza di una città intesa come comunità sociale e non certo come meta turistica fine a sè stessa. Una manifestazione libera è caraterizzata dal pluralismo e in questa ottica, fra le tante persone che hanno partecipato c'era anche un gruppo tifosi della squadra del Venezia che hanno legittimamente portato la loro, particolare, istanza. La nostra associazione con i mezzi limitati che ha non si limita assolutamente ad un critica fine a se stessa verso una amministrazione comunale che comunque ha delle responsabilità enormi verso i problemi della città. Basti leggere il curriculum delle iniziative da noi messe in atto negli anni e ci si accorgerà come stiamo cercando di svolgere un lavoro profondo nel sensibilizzazione della popolazione e nell'accrescimento della educazione civica nei giovani e nei cittadini in generale. Nella nostra associazione ci vantiamo di avere nel nostro interno tutti soci senza interessi che possano mettere in discussione la buona fede delle idee che propugnamo. Mi dispiace aver letto queste tue critiche non le ritengo molto giuste come ho avuto modo di spiegare. Dopodichè concordo con le tue considerazioni sulla responsabilità dei veneziani ed altre cose che hai scritto ... Spero ci sapremo migliorare anche noi nella nostra attività e nelle nostre iniziative e mi piacerebbe che ci fosse la possibilità di convogliare il tanto malcontento che c'è a Venezia in una forza positiva di cambiamento. Nel frattempo cerchiamo con i nostri mezzi limitati di fare il possibile per la nostra amata città. Commento di : giacomo 2007-08-08 14:57:42 COMMENTI Non mi sembra che le proteste abbiano sortito un grande effetto. Molta più gente ha applaudito. I cori da stadio, grazie anche a impobabili fumogeni che hanno intossicato i più non mi sembrano siano stati una grande mossa, avete dato ai fotografi, ma forse era quello lo scopo una foto in più da scattare. Mi domando dove eravate la volta precedente se proprio dovevate protestare, oppure durante tutto il periodo di messa a punto del ponte, visto che ci hanno impiegato così tanto. Vi lamentate tanto, ma tra i vostri iscritti ci sono anche persone che si erano candidate all'interno del consiglio comunale dell'attuale maggioranza a Ca' Farsetti. Di problematiche su Venezia e dei veri temi da affrontare in città, ci sarebbero eccome, ma qua ho l'impressione che si sfugga dai problemi reali e si cerchi di addossare tutte le colpe all'amministrazione, invece di guardare anche un po' al veneziano stesso. Molti veneziani si lamentano, ma poi sono gli stessi che affittano camere a prezzi esorbitanti ai turisti, riducendo la possibilità di trovare immobili per i giovani che cercano di abitare a venezia. Il problema delle infrastrutture esiste da 30 anni in città, basti guardare cosa dicevano il sindaco Bergamo oppure l'allora assessore al turismo. Se poi diamo in mano ad un certo Salvadori uno degli assessorati di punta e strategici della città, siamo a posto! L'ordinanza sulla settimana del decoro è stata la prima di una certa importanza con la sua firma da quando è in carica. Questo fa riflettere sicuramente. Non sono certo i vu-cumprà il problema a Venezia, è solo una montatura per discostarsi dai veri problemi, che non sono certo il fatto che ci sia o meno un ponte nuovo, che pure io ritengo uno spreco di risorse all'italiana, ma oramai visto che c'è, cerchiamo di focalizzare l'attenzione su problemi più concreti, pensandoci magari quando saremo in cima al ponte di calatrava. Commento di : Marco 2007-08-08 14:51:18 COMMENTI scusa ma non è assolutamente vero. C'era solo uno striscione fra i tantissimi altri esposti che chiedeva lo stadio ed era di un gruppo di tifosi del Venezia. Tutto il resto della manifestazione invece è stato incentrato sui problemi reali e gravissimi della città, l'esodo in primis, la mancanza di servizi, la svendita della città e gli sprechi di questa amministrazione comunale che immobile da anni di fronte ai reali problemi costruisce un ponte propagandistico!! E questo tipo di proteste devono diventare sempre piu frequenti se si vuole veramente che Venezia cambi in meglio. Commento di : giacomo 2007-08-08 13:28:04 COMMENTI se il risultato della manifestazione è questo.. al posto di fare proposte serie, la gente inneggiava ad avere uno stadio nuovo al posto del ponte.. sono questi gli sprechi che vogliamo evitare? Protesta giusta, metodi sbagliati. Commento di : Giampaolo 2007-08-06 10:23:53 COMMENTI Invito comunque tutti i Giovani Veneziani, venite numerosi! E' una battaglia che, come ha scritto Marco, portiamo avanti da anni, per la quale ritengo che la cittadinanza debba anche rispondere al silenzio manifesto sui gionarli. La stampa è filogovernativa?? Venezia NO! Almeno per questa battaglia. Una vergogna Tacciuta dai giornali strumento propagandistico e non voce di popolo... Vergogna!! Commento di : gino caritti 2007-08-05 19:34:22 COMMENTI Mi sembrano delle ottime idee, ma temo che nessuna forza politica abbia interesse a realizzarle. Tu infatti proponi soluzioni sensate per evitare lo spop